Ecco come ci si innamora di John Cusack/Lloyd Dobler
D.C.: Lloyd, why do you have to be like this?
Lloyd Dobler: ‘Cause I’m a guy. I have pride.
Corey Flood: You’re not a guy.
Lloyd Dobler: I am.
Corey Flood: No. The world is full of guys. Be a man. Don’t be a guy.
_____________________________________________________________________
Tra tutti gli uomini di cui sono stata innamorata, John Cusack rimane sicuramente la più grande fregatura. E questo perché John Cusack mette in testa strane idee, prima tra tutte quella per cui i tuoi ragazzi possono essere come John Cusack e questo porta molto fuori strada, fuori dalla realtà dei fatti.
Ma non è questo il punto. Ne ho sentite di offese veramente basse, veramente penose contro di lui. La più ricorrente è “Mi sembra un venditore di bibbie!”. Perché ai maschi dà fastidio che John Cusack sia così spudoratamente medio e che questa sua mediocrità, meglio, medietà, sia ricompensata con incantati sospiri femminili.
Non a caso mi hanno chiesto di scrivere questo pezzo. Per svelare l’arcano, per rispondere al dilemma: perché ci si innamora di John Cusack?
Perché John è Denny Lachance, è John Kelso, è Craig Schwartz, è Rob Gordon, è Vince Larkin, è Eddie Thomas, è Nicholas Easter, è Jackson Curtis. John è tutti i ruoli che interpreta.
Soprattutto, John Cusack è Lloyd Dobler.

Protagonista dell’opera prima di Cameron Crowe, regista che personalmente amo parecchio (tranne evidentemente che per cretinate come Elizabethtown), Lloyd Dobler è la quintessenza del ragazzo per cui io posso perdere la testa. Come me, molte altre.
Ora, è facile puntare il dito contro le solite sottigliezze che ogni maschio nota: l’esecrabile taglio di capelli, la fronte sconfinata, la faccia da scemo.
Non importa, recita il detto: “to know Lloyd Dobler is to love Lloyd Dobler”. Probabilmente, quindi, se state lì a puntualizzare che John Cusack è uno come tanti è solo perché non sapete chi sia Lloyd Dobler. Bene, sono qui per questo. Per dirvi che dovete andare a vedere Say Anything…, pellicola che lo scorso anno ha festeggiato venti anni e che non ho problemi a definire come la commedia romantica degli anni ’80 più significativa in circolazione.
La trama è semplice, Lloyd ha poca voglia di studiare, gli piace solo la kickboxing. Sport of the future. Lloyd ha solo amiche, è con loro che si confida. I maschi, che ciondolano davanti al Gas ‘n’ Sip il sabato sera, completamente soli, bevendo birra, vantandosi di improbabili conquiste, non sono propriamente i soggetti migliori a cui chiedere consigli d’amore. E lui, di consigli del genere, ne ha molto bisogno, perché è finito innamorato di Diane Court. Chi è Diane Court? Innanzitutto, Diane doesn’t go out with guys like you, Lloyd. She’s a brain. Trapped in the body of a game-show hostess. È bella, troppo bella, e è intelligente. E poi, suo padre non la farà mai uscire con uno come Lloyd, perché lei è la migliore della scuola, dello Stato, lei è destinata ad andare a studiare in Europa. Quindi Lloyd ha pochi mesi per convincerla ad innamorarsi di lui e diversi intralci da superare. In realtà, basta una festa, basta che Lloyd faccia un piccolo gesto al ritorno da quella serata, e Diane (e la sottoscritta e tutte le ragazze che conosco) è in love.

Ma, si sa, la vita è una grande bega anche per gli innamorati e di motivi per cui finire a litigare e a distaccarsi ce ne sono sempre a volontà. Ma ogni volta, Lloyd non molla e diventa protagonista di scene e dialoghi che rendono questo film un capolavoro della commedia romantica. Lloyd, maglietta dei Clash, impermeabile, sneakers high-top, è un’icona rock del romanticismo di cassetta. Lui non conosce orgoglio, non conosce vergogna, Lloyd si fa scivolare addosso le umiliazioni, piange sotto la pioggia, vaga disperato in macchina lungo i luoghi del delitto, cioè, della sua storia d’amore. Lloyd si pianta sotto alla camera di Diane con uno stereo in mano e prova a usare la musica per parlare con lei che, ormai, è un muro. Certe cose, nella vita normale, non se ne vedono, questo rende John una fregatura. Comunque, I want to get hurt! è quanto aveva esclamato all’inizio, quando le amiche cercavano di invitarlo a restarne fuori, per non soffrire. Questo è il senso del film, fino alla scena finale, che è un piccolo ritratto di romanticismo in chiave popular.
Non essere all’altezza per Lloyd non è un imbarazzo, insomma, non è un problema.
Ecco cosa lo rende un ragazzo da “uhhh”, “wow”, “oh!”, insomma, quel genere di cose.
Ecco svelato il mistero perché stesso dicasi per John, che se gli dite che sembra un venditore di bibbie, probabilmente, vi dà ragione e ci ride su.
Ecco, in fondo, quello che hanno in testa le ragazze quando le vedete sospirare davanti a quella che vi sembra solo una faccia da scemo.
Valentina Parasecolo


5 Comments
di Lloyd in giro credo ce ne siano invece, ma personaggi come questo li vedi con una soggettività estrema. Esempio: un Lloyd sotto casa tua: se è innamorato e con un minimo di talento (se canta antonacci sarebbe un idiota), tu sospirerai. Ma in quel momento chiunque passa lì di fronte penserà che Lloyd è un pirla, sia i maschi perché così facendo rovina il mercato, sia le femmine perché sono invidiose, o perché doveva cantare antonacci.
Peola Borghese
2/18/2010
ah, sì? ce ne sono?!
valentina
2/21/2010
Io penso che ce ne siano di ragazzi come lui..l’ultimo che ho avuto gli somigliava molto..mi sembrava di vivere un sogno,di essere Diane Court..di essere la protagonista…..di essere tornata adolescente…
mary
2/21/2010
cvd (vedi sopra)
Dott.ssa Peola Borghese
2/23/2010
nella mia scuola c’è un ragazzo ex mio compagno di classe k gli somiglia molto..XD
nadia
4/29/2010
Leave a Reply