Parlando con l’Oasis italiano, Daniele Groff intervistato senza un valido motivo
Si era alla fine dei favolosi anni 90, anni che, musicalmente, non avrebbero lasciato rilevanti tracce nel panorama musicale italiano. Nel 98 si pensava soprattutto al rigore sbagliato da Di Biagio contro la Francia e Zizou, lontano dalla capocciata di due mondiali successivi, trascinava i blues contro il Brasile del relitto Ronaldo. In Italia giungevano gli echi di un nuovo fermento musicale: il Brit Pop, capeggiato dagli Oasis e, nel nostro piccolo, un uomo, un sol uomo, si faceva portatore di nuove sonorità in barba al fatto che fosse da solo e non fosse una band. Come se, svegliandosi una mattina, avesse detto: “sapete che c’è? sarò l’Oasis italiano e visto che nessuno ci ha pensato prima di me, non potrà che andare bene”.
Il suo nome era Daniel Groff, artista già trattato sul nostro giornale nell’articolo del 27 giugno, “Daniele Groff & lo sbarco”. Non starò qui, quindi, a ripete cose già dette e in maniera degna sull’artista che venne dal Trentino, un ragazzo di 37 anni con la faccia in bilico tra quella di un ragazzino e quella di un boscaiolo.
Daniele Groff se la sonava e cantava ieri sera in quel di Seregno, al circolo Tambourin, in piena Brianza, davanti ad un centinaio di nostalgici. Tra questi nostalgici c’eravamo noi di Walwian e Martini, mio fratello, che all’epoca elesse il buon Daniele a suo idolo. Mi è sembrato doveroso lasciare a lui l’onore dell’intervista e del resoconto della serata, una volta ripresosi dall’emozione e avendo riposto l’accendino che, come una vera groupie, ha acceso nei momenti clou.
… à vous…
Era il 1999. Il periodo chiave per quanto riguarda la mia personale conoscenza musicale. Quando hai vent’anni riesci ad apprezzare ogni tipo di musica. Nasci con la mente imbevuta di canzoncine ridicole e allegre. Affronti l’adolescenza con i pezzi che ti facciano ballare la domenica pomeriggio in discoteca o nelle feste a casa di amici il sabato pomeriggio, in attesa di un lento con la più carina della classe. E infine manifesti la tua indipendenza esplorando nuove sonorità ricche di ideali e profondità che sei convinto di sperimentare solo tu.
Mi trovai sulla Milano-Brescia per lavoro. La solita capatina in Autogrill per un caffè e il solito giretto tra i prodotti tipici. Tra salami e gorgonzola vidi il cesto dei CD in offerta a 12mila lire, la mia sorgente preferita per scoprire nuove emozioni musicali. Tra le mani la copia di Big Calm dei Morcheeba e di Variatio 22, l’album d’esordio di Daniele Groff. In tasca solo 20mila lire. Sarà stato per uno slancio di orgoglio italiano o il ricordo del video Daisy e il suo finto campo di grano o semplicemente perchè il 22 è da sempre il mio numero fortunato, decisi che in quel momento i Morcheeba non facevano per me, troppo commerciali.
Arriva il momento nella vita di un uomo in cui si ha una possibilità, un’occasione. È un momento che si aspetta, spesso invano e col timore di non esserne all’altezza. E a proposito di altezza, chi l’avrebbe immaginato che fosse così alto?
Ho atteso che l’orda di ragazze (una decina) lo lasciasse respirare, affrontai con fare sicuro salutandolo come un vecchio amico. Lui ricambiò. Una stretta di mano, una foto di rito e la promessa strappata per una piccola intervista commissionatami dall’autorevole rivista online The Walwian subito dopo il concerto.
Tutti seduti per terra come davanti ad un cantastorie d’altri tempi attorno fuoco, Daniele prepara una scaletta in ordine cronologico. Parte dai singoli del primo album per finire con i pezzi del suo terzo lavoro, “Mi accordo” del 2004 forse l’album meno riuscito o forse meno pubblicizzato. Successi storici come Daisy, Lamerica e Adesso sono cantati a squarciagola dal pubblico, i pezzi più nuovi (anche se di ormai sei anni fa) lo sono meno. E se ne accorge anche lui quando a fine concerto gli piovono richieste di dieci anni fa. “Siete pubblico da primo album” dice lui sorridendo, un po’ malinconicamente.
Doveroso tributo agli Oasis con Wonderwall prima di concedere il bis di Daisy evidente omaggio della prima.
È ora dell’intervista, molto informale ai piedi del palco e con una birra in mano per scoprire che Daniele sta per cominciare un nuovo lavoro in Inghilterra.
- È in cantiere un nuovo album un progetto abbastanza ambizioso e sulla carta molto difficile però ci sto provando. Realizzare un disco all’estero, in Inghilterra con un produttore inglese. Un disco in inglese con il desiderio di fare delle versioni in italiano per il nostro mercato.
Nella tua carriera hai girato mezzo mondo lavorando con i produttori di grandi artisti. Per questo nuovo progetto sono previste altre collaborazioni?
- Al momento non c’è nulla di concreto. Sicuramente la possibilità di lavorare con altri artisti è molto importante e interessante tentare di portarle a termine. Se capiterà cercherò di cavalcare queste onde anche all’estero.
Hai suonato davanti a Karol Wojtyla. Le tue impressioni prima e durante quel momento.
- È stata una cosa molto emozionante al di là della religione e del credo. Suonare davanti a una figura storica così importante così rilevante. Devo dire che ha prestato particolare attenzione al mio momento, durante la mia interpretazione. Era molto affaticato stava già male e ho ammirato l’uomo che apprezzava la musica e il fatto di voler stare vicino ai giovani. È stato un bel momento che mi ha permesso di vedere il Papa sotto un aspetto più umano.
Noi di The Walwian ti abbiamo definito il vero erede degli Oasis in Italia anche se loro sono una band e tu un solista. Cosa pensi di una definizione del genere?
- Ci sono delle abissali differenze ma tale definizione mi lusinga anche perchè all’inizio sono stati proprio loro a darmi ispirazione soprattutto nelle sonorità. Nel bene e nel male siamo diversi e abbiamo fatto percorsi evidentemente differenti. Loro hanno fatto una parte importantissima nella storia della musica mentre io ancora molto poco.
Quindici anni di carriera non sono pochi ma è evidente che quando si pensa alla musica italiana moderna, il nome di Daniele Groff non è proprio il primo che salta in mente. Ti senti un po’ in credito con il mondo della discografia italiana?
- Di carattere sono uno che si addossa sempre le responsabilità quando qualcosa non funziona come dovrebbe e sono convinto che ognuno è artefice del proprio destino. Al di là della fortuna e degli incastri che magari non sono andati nel verso giusto, io sono contento del percorso che ho svolto finora. Certo, ora voglio e pretendo di più da questo mestiere anche a livello pecettivo e lavorerò per tornare più forte di prima perchè comunque chi fa musica pop-rock ha l’ambizione di comunicare e di stare in mezzo alla gente.
Si conclude con la consegna dell’articolo del The Walwian dedicato a Daniele lo scorso giugno. Onorato riceve la copia e promette di leggere anche l’articolo che ne verrà fuori dopo la serata appena conclusa.
A quel punto mi rimane una sola cosa da fare: dal cappotto estraggo il CD che quel giorno in Autogrill vinse sui Morcheeba. Il CD che mi ha accompagnato tanto nella mia vita. Canzoni come Adesso e Un mondo da scoprire sono entrati di diritto nella mia personalissima colonna sonora, forse meno nobile e meno condivisibile dalla massa ma non per questo meno rilevante. Lui lo guarda e con soddisfazione e un pizzico di sorpresa pone sulla copertina la sua personalissima dedica al Martini.



4 Comments
non mi resta che chiosare: cheers.
Luca
1/9/2010
bravi ragazzi mi piace come scrivete e questo è un bel posto..non ho ancora capito chi è chi tra walwian luca e martini dry comunque ho letto anche l’altro articolo yeah!
grazie
dan
the groff
1/13/2010
dear,
grazie per i complimenti, sono i più preziosi, se posso parlare a titolo personale.
io sono Luca Riposati, l’autore dell’altro articolo, mentre Martini Gentile è colui che ti ha intervistato per questo articolo. Ci trovi su facebook, o in privè.
grazie per il feedback!
Luca
1/13/2010
Sono contento Daniele che l’articolo ti sia piaciuto e spero che passerai altre volte qui su Walwian.
Io sono il Martini, e ti ringrazio ancora dell’opportunità che ci hai dato. Ci sarebbe piaciuto farti altre domande ma sono sicuro che avremo altre occasioni quando tornerai a suonare nella provincia di Milano.
Buona fortuna per il nuovo album che sono sicuro che comprerò anche se non sarà in offerta
il Martini
1/17/2010
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