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	<title>Comments on: Coffee, Cigarettes &amp; iPad</title>
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		<title>By: Daria</title>
		<link>http://www.walwian.com/2010/01/coffe-cigarettes-ipad/comment-page-1/#comment-153</link>
		<dc:creator>Daria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:43:44 +0000</pubDate>
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		<description>Ho trovato questo pezzo molto interessante sia per l’argomento sia per come è stato affrontato,così ho pensato di lasciare anche io un mio commento.
Sarà che i libri hanno sempre esercitato un certo fascino su di me e sarà che non capisco in pieno l’utilità di questa invenzione, ma l’idea che riescano a diffondersi tablet o Kindle (lettore digitale di libri) mi ha angosciato.
Ho provato ad immaginare un mondo senza libri, e lo scenario che si è presentato nella mia mente era veramente desolante, pensavo sempre a “Fahrenheit 451”. Mi rendo conto che non è la stessa cosa  perché i libri non sarebbero proibiti e alla fine i testi sarebbero gli stessi,la sostanza non cambierebbe insomma!Però non mi piace pensare ad un libro come ad un file, che dà comunque l’idea di immateriale, mi piace pensare ad un libro come a qualcosa di materiale,da poter toccare da poter vivere. Ogni libro ha una storia a sé,a ogni libro associamo ricordi,sensazioni.
Mi chiedo se all’interno di uno strumento come il Kindle non si rischierebbe di confondere tutto..

Ho letto su un giornale questa frase di Jeff Bezos( fondatore di Amazon e inventore di Kindle):“Pensiamo che l’atto della lettura meriti uno strumento specializzato e vogliamo che Kindle sia quello strumento. E’ come per la fotografia:mi piace scattare immagini con il mio telefonino, ma quando voglio fare una foto vera preferisco farlo con la mia macchina fotografica. Kindle è quella macchina fotografica.” . L’ho trovato un esempio per nulla calzante,un ragionamento che non fila. Uno “strumento”,non è forse il libro stesso lo strumento per la lettura? “Specializzato”poi.. Non capisco che specializzazione occorre per leggere bene un libro.
Per questo non posso fare a meno di condividere il commento di CMV.

Gli svantaggi continuano a sembrarmi minori dei vantaggi..E’ vero il discorso di Matteo sugli alberi, l’ambiente ne gioverebbe.. però ci sarebbe anche la carta riciclabile ad esempio. Inoltre prima che lo strumento diventi accessibile a tutti,il prezzo per ora è alto, credo ci sarebbe da aspettare troppo.. un minimo di rischio che per un pò la cultura diventi un lusso per &quot;pochi&quot; c&#039;è credo...

Però questo è solo il mio parere è probabile che io non sia abbastanza obbiettiva e moderna… :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato questo pezzo molto interessante sia per l’argomento sia per come è stato affrontato,così ho pensato di lasciare anche io un mio commento.<br />
Sarà che i libri hanno sempre esercitato un certo fascino su di me e sarà che non capisco in pieno l’utilità di questa invenzione, ma l’idea che riescano a diffondersi tablet o Kindle (lettore digitale di libri) mi ha angosciato.<br />
Ho provato ad immaginare un mondo senza libri, e lo scenario che si è presentato nella mia mente era veramente desolante, pensavo sempre a “Fahrenheit 451”. Mi rendo conto che non è la stessa cosa  perché i libri non sarebbero proibiti e alla fine i testi sarebbero gli stessi,la sostanza non cambierebbe insomma!Però non mi piace pensare ad un libro come ad un file, che dà comunque l’idea di immateriale, mi piace pensare ad un libro come a qualcosa di materiale,da poter toccare da poter vivere. Ogni libro ha una storia a sé,a ogni libro associamo ricordi,sensazioni.<br />
Mi chiedo se all’interno di uno strumento come il Kindle non si rischierebbe di confondere tutto..</p>
<p>Ho letto su un giornale questa frase di Jeff Bezos( fondatore di Amazon e inventore di Kindle):“Pensiamo che l’atto della lettura meriti uno strumento specializzato e vogliamo che Kindle sia quello strumento. E’ come per la fotografia:mi piace scattare immagini con il mio telefonino, ma quando voglio fare una foto vera preferisco farlo con la mia macchina fotografica. Kindle è quella macchina fotografica.” . L’ho trovato un esempio per nulla calzante,un ragionamento che non fila. Uno “strumento”,non è forse il libro stesso lo strumento per la lettura? “Specializzato”poi.. Non capisco che specializzazione occorre per leggere bene un libro.<br />
Per questo non posso fare a meno di condividere il commento di CMV.</p>
<p>Gli svantaggi continuano a sembrarmi minori dei vantaggi..E’ vero il discorso di Matteo sugli alberi, l’ambiente ne gioverebbe.. però ci sarebbe anche la carta riciclabile ad esempio. Inoltre prima che lo strumento diventi accessibile a tutti,il prezzo per ora è alto, credo ci sarebbe da aspettare troppo.. un minimo di rischio che per un pò la cultura diventi un lusso per &#8220;pochi&#8221; c&#8217;è credo&#8230;</p>
<p>Però questo è solo il mio parere è probabile che io non sia abbastanza obbiettiva e moderna… <img src='http://www.walwian.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: CMV</title>
		<link>http://www.walwian.com/2010/01/coffe-cigarettes-ipad/comment-page-1/#comment-152</link>
		<dc:creator>CMV</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 01:03:04 +0000</pubDate>
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		<description>Premessa
Sono d&#039;accordo in parte con te.
Svolgimento
Condivido l&#039;importanza di tale innovazione per il risparmio (spazio, alberi, denaro...), per la praticità e per la generalizzabilità (esiste il termine?!?) che permette sul mercato. Nella professione, sia essa lavoro ovvero studio, consente innegabili vantaggi, a partire indubbiamente da un ampliamento della condivisione.
Tuttavia per la narrativa questo discorso non è, a mio avviso ed a mio gusto, estendibile (e questo termine esiste?!?... dovrebbero includerlo nel vocabolario; rende l&#039;idea). La condivisione qui non mi interessa; piuttosto l&#039;intimità di un sapore, di un odore, di una sensazione tattile, di una visione che la fantasia scaturente dalla lettura di un libro, questo sì che mi interessa. Il digitale, nella sua freddezza, non lo permette. Il supporto rappresenta il corpo, il suo contenuto è l&#039;anima e sono imprenscindibili l&#039;uno dall&#039;altra come la storia ci insegna.
Conclusione
Non mi piegherò, in questo caso come in altri ancora, alle meraviglie di una modernità che cresce troppo in fretta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa<br />
Sono d&#8217;accordo in parte con te.<br />
Svolgimento<br />
Condivido l&#8217;importanza di tale innovazione per il risparmio (spazio, alberi, denaro&#8230;), per la praticità e per la generalizzabilità (esiste il termine?!?) che permette sul mercato. Nella professione, sia essa lavoro ovvero studio, consente innegabili vantaggi, a partire indubbiamente da un ampliamento della condivisione.<br />
Tuttavia per la narrativa questo discorso non è, a mio avviso ed a mio gusto, estendibile (e questo termine esiste?!?&#8230; dovrebbero includerlo nel vocabolario; rende l&#8217;idea). La condivisione qui non mi interessa; piuttosto l&#8217;intimità di un sapore, di un odore, di una sensazione tattile, di una visione che la fantasia scaturente dalla lettura di un libro, questo sì che mi interessa. Il digitale, nella sua freddezza, non lo permette. Il supporto rappresenta il corpo, il suo contenuto è l&#8217;anima e sono imprenscindibili l&#8217;uno dall&#8217;altra come la storia ci insegna.<br />
Conclusione<br />
Non mi piegherò, in questo caso come in altri ancora, alle meraviglie di una modernità che cresce troppo in fretta.</p>
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	<item>
		<title>By: Matteo</title>
		<link>http://www.walwian.com/2010/01/coffe-cigarettes-ipad/comment-page-1/#comment-151</link>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 19:41:21 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Premessa&lt;/strong&gt;
sono sostanzialmente d&#039;accordo con te.

&lt;strong&gt;Svolgimento&lt;/strong&gt;
Se penso a uno scaffale digitale, lo vedo pieno di pubblicazioni scientifiche, di articoli, di ricerche. Di tutte quelle cose che, vuoi per colpa del budget, vuoi per delle difficoltà di distribuzione, non sono di facile reperibilità. Per un ricercatore o per un professore o per uno studente, poter muoversi e spostarsi senza avere valige piene di carta con sé già sarebbe un bel vantaggio.
Poi penso alla stampa quotidiana e agli alberi, un vantaggio per entrambi e, credo, anche per il lettore (che finalmente sarebbe anche un po&#039; più libero di scegliere).
Per la narrativa, invece, il discorso è diverso. Il libro, la storia, per come lo conosciamo, è legato al supporto (all&#039;odore, al peso alla grana della carta). Quello che potrebbe offrire questa tecnologia, però, è un&#039;alternativa. La possibilità di reinventare il modo di raccontare le cose. Potrebbero nascere, e già ce ne sono (con l&#039;ipad avrebbero il mercato e la diffusione per diventare di massa), storie che vivono di richiami e rimandi, storie che si muovono su più piani e che coinvolgono attivamente il lettore. Le storie sarebbero vive e crescerebbero attraverso il mezzo tecnologico (e grazie alle persone). Paradossalmente, la letteratura digitale avrebbe la possibilità di essere più &quot;vera&quot; di quella reale.

&lt;strong&gt;Conclusione&lt;/strong&gt;
Ciò non toglie che, tanto lo scrivere quanto il leggere un libro siano atti intimi e, come tali, è giusto che, semplicemente, rimangano così come sono: una parola dopo l&#039;altra su un foglio dopo l&#039;altro, fino alla fine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa</strong><br />
sono sostanzialmente d&#8217;accordo con te.</p>
<p><strong>Svolgimento</strong><br />
Se penso a uno scaffale digitale, lo vedo pieno di pubblicazioni scientifiche, di articoli, di ricerche. Di tutte quelle cose che, vuoi per colpa del budget, vuoi per delle difficoltà di distribuzione, non sono di facile reperibilità. Per un ricercatore o per un professore o per uno studente, poter muoversi e spostarsi senza avere valige piene di carta con sé già sarebbe un bel vantaggio.<br />
Poi penso alla stampa quotidiana e agli alberi, un vantaggio per entrambi e, credo, anche per il lettore (che finalmente sarebbe anche un po&#8217; più libero di scegliere).<br />
Per la narrativa, invece, il discorso è diverso. Il libro, la storia, per come lo conosciamo, è legato al supporto (all&#8217;odore, al peso alla grana della carta). Quello che potrebbe offrire questa tecnologia, però, è un&#8217;alternativa. La possibilità di reinventare il modo di raccontare le cose. Potrebbero nascere, e già ce ne sono (con l&#8217;ipad avrebbero il mercato e la diffusione per diventare di massa), storie che vivono di richiami e rimandi, storie che si muovono su più piani e che coinvolgono attivamente il lettore. Le storie sarebbero vive e crescerebbero attraverso il mezzo tecnologico (e grazie alle persone). Paradossalmente, la letteratura digitale avrebbe la possibilità di essere più &#8220;vera&#8221; di quella reale.</p>
<p><strong>Conclusione</strong><br />
Ciò non toglie che, tanto lo scrivere quanto il leggere un libro siano atti intimi e, come tali, è giusto che, semplicemente, rimangano così come sono: una parola dopo l&#8217;altra su un foglio dopo l&#8217;altro, fino alla fine.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: CMV</title>
		<link>http://www.walwian.com/2010/01/coffe-cigarettes-ipad/comment-page-1/#comment-150</link>
		<dc:creator>CMV</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 11:41:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://walwian.com/?p=1657#comment-150</guid>
		<description>finché campo mi rifiuto di leggere un libro che non tengo fra le mani, che non sta accanto a me sul comodino, che non sfoglio le pagine lentamente dalla quart&#039;ultima riga, che non posso sottolineare con la mia matita, che non posso tenere nella mia libreria in salotto e guardarlo di tanto in tanto mentre sono immersa a fare altro... forse le nuove tecnologie ci permettono tutto ciò, ma sicuramente in maniera diversa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>finché campo mi rifiuto di leggere un libro che non tengo fra le mani, che non sta accanto a me sul comodino, che non sfoglio le pagine lentamente dalla quart&#8217;ultima riga, che non posso sottolineare con la mia matita, che non posso tenere nella mia libreria in salotto e guardarlo di tanto in tanto mentre sono immersa a fare altro&#8230; forse le nuove tecnologie ci permettono tutto ciò, ma sicuramente in maniera diversa&#8230;</p>
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