Arancioni Meccanici + Walwian

December 22nd, 2009 in Summer gigs by Luca0 Comments

Ho conosciuto per caso gli Arancioni Meccanici. Forse li ho conosciuti per forza. Forse io me ne stavo tranquillo a bere dopo un lungo viaggio, così ottuso dalle mie stesse aritmie da tenere in mano un drink colorato ed adolescenziale senza il minimo senso del pudore. Volevo un porto, mi becco una caipirinha. Francamente, non ricordo molto, ma sono pronto a giurare di aver visto per la prima volta gli Arancioni almeno due, tre o quattro volte. Non è un dato importante. Sicuramente è più indicativo dire di loro che dopo aver chiuso il concerto con una cover dei Primal Scream, sostengano che sono cover band dei Primal, appunto, e che l’ultimo pezzo sia roba loro.

In realtà gli Arancioni fanno un sacco di confusione. Dipende dal fatto che sono una rock & roll band. Come tutte le rock & roll band che si rispettino, hanno la loro lista di influenze. Dai Doors ai Primal, con tutti i suoni sgargianti degli anni 80, fino ad un passo più indietro. Il cantante degli Arancioni Meccanici, quando parla, ha un accento incredibile. Io non sono bravo con gli accenti. Ma lui ne ha uno tutto suo. Quando canta, la sua voce diventa diversa, e il gruppo, a dispetto del line up ballerino, prende coesione, e alza un muro di suono. Proprio come gli Stones. I Rolling Stones, o forse sì, qualche eco proprio dagli Stone Roses. Sempre di pietre, dure, si parla. Ma anche di pietra sinuosa. Cosa ne viene fuori? Il sound. Riconoscibile, adrenalinico, agitato. Gli Arancioni sono immediati. Gli Arancioni si offrono totalmente. Gli Arancioni fanno il loro spettacolo. Gli Arancioni, per usare una vecchia parola, they seem to be indomabili.

Li guardo suonare dentro una galleria d’arte. Mi sembra una scena che vale la pena di mettere in piedi, ripensando alle sigarette fumate fuori dai locali per conoscerci, alle trame dietro alle quinte per convincerli a venire – rileggetevi le interviste: è gente che per suonare è disposta ad occupare, come negli anni 70, e se questa pratica sembra buona e giusta a loro, che fanno lo show, chi siamo noi per dissentire? – e al volto di Fabio di ViaAudio quando gli abbiamo fatto capire che due chitarre, un basso, una batteria e uno scalmanato con microfono sarebbero dovuti entrare in uno spazio generalmente occupato da opere di vetro o ferro, tessuto e china. Invece questa volta ci sarebbero stati un mucchio di muscoli e ossa, dei nervi, e dell’elettricità. Una installazione alquanto ingombrante. Helter Skelter è una canzone tristemente famosa.

Ma oltre questo, e al fatto di essere molto bella, fissa un canone preciso, insieme ad Hey Joe di Jimy Hendrix e qualche altra. Stabilisce il canone dell’Elefante Che Entra Nella Stanza. Ed è esattamente quello che fanno con le loro canzoni gli Arancioni Meccanici. Hanno impreziosito i pezzi. Ci hanno messo i fili d’oro e le trame preziose. Le canzoni risplendono come scudi percossi da lance di ottone. Gli sbrilluccichii elettronici sono molto belli. Sono le loro stesse canzoni e venirne fuori, più carnali della post produzione, molto più basiche che acide, più metalli che non metalli (a cosa sto facendo riferimento? Ascoltate l’album. Ascoltate la produzione). Camera a schiaffo, sul carrellino. Verso l’uscita, guarda da fuori. C’è una rock & roll band che suona una canzone che si chiama Caravan of Love dentro una galleria d’arte. Sta accedendo, è accaduto, right here, right now.

Lo show degli Arancioni Meccanici, di cui ci rifiutiamo di spiegare il nome, perchè E’ evidente da dove venga, è stato dedicato, per gentile concessione di Gianfranco, a:

Paul, dichiarato ufficialmente morto.


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Author: Luca

Luca è nato nel 1982 a giugno, mese che continua, imperterrito, a citare. Lo fa, si direbbe, attratto dall'inebriante fascino del grano nella provincia italiana. Esperto di pezzi di molte cose, si specializza in guerra fredda e cappelli. Riuscendo nell'impresa di fondere le due cose con controverso talento. Spera che "The Walwian" possa, un giorno, essere stampato con torchio e caratteri mobili. SCRIVIMI

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