LittleYellowSpider.DevendraBanhart

October 19th, 2009 in Summer gigs by Luca0 Comments

Dove è cominciato Devendra.

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J si è fatto crescere i capelli. J ripensa continuamente al tea della zia. J ripensa al piano e a P che preme i tasti di finto avorio, con una certa arroganza. Avorio vero. Passa un elefante. Ne passa un altro. A Londra Arthur C. Clarke rovescia una tazza di Prince of Galles. Litiga con Stanley. Arthur C. Clarke ha vinto la Battaglia d’Inghilterra. Stanley pensa che l’Inghilterra sia immorale, e gliela farà vedere, farà il cattivo ragazzo.

lo capisci che sono tuo amico?

J cova odio e risentimento. Maharishi Mahesh Yogi vuole che metta ordine tra le sue onde mentali. Le onde mentali di J non ne vogliono sapere. Guarda i letti a baldacchino, guarda il centro benessere, guarda la ridondante presenza di belle donne. E’ una trappola. E’ una gran perdita di tempo. E’ una cazzata per ricchi. Ringo sorbisce un samosa. George compra un altro sitar. Ravi Shankar è fico. Maharishi è un truffatore. J aspetta il bus 101 sotto la pioggia. P lo guarda e scrive una canzone a proposito. Passa un elefante, passa un commercialista. Sexy Sadie, what have you done?

J & George lasciano l’India, l’India rimane nei solchi del vinile. Il criquet rimane in India, i campi ricavati nei solchi di terra grassa e bagnata che ricorda quella del Merseyside. Le unghiate lunghe, sangue verde di erba, una enorme zampata della tigre continentale che sonnecchia da millenni in cima all’Himalaya, la sua schiena diventa bianca per via della neve. Il giallo soccombe al bianco, il nero emerge. La tigre allunga al zampa e rende fertile l’appendice. Ceylon è di un verde così intenso, dallo spazio. Da Colombo Arthur C. Clarke guarda in alto e vede un brillio. E’ un satellite.

Arthur C. Clark mette insieme pezzi di latta. Lavora per la Royal Air Force. La guerra è a un passo. I nazisti furoreggiano in tutta Europa. Le elitès naziste cazzeggiano con la mitologia ariana. I nazisti con i libri antichi si inerpicano sull’Himalaya alla ricerca di Shangri-La, che forse è l’Islanda. Un ufficiale con attrezzatura da alpinista supera l’ultimo costone. Ci sono un tempio, cinquanta monaci e cinque lama. Non trova niente. Perchè l’essenziale è invisibile agli occhi. Duecento anni prima gli ufficiali dell’Impero Britannico forzarono i passi di montagna e dilagarono fino alla pianura. Cercavano una colonia, trovarono regni. Cercavano sherpa e qualcosa da rubare. Si recarono in India con sicurezze vittoriane e fucili ad avancarica. Avventurieri, uomini, soldati, ottusi, protervi, rapaci e razionali. Tra le rette angherie imperiali, riemersero le millenarie connessioni tra i due occidenti, quello europeo, e quello indiano. Nacquero suggestioni ed emersero risposte criptate. Oggi, in India, i ventenni che hanno studiato matematica fanno funzionare questo. I nazisti approdarono in India sicuri di trovare la giustificazione della loro malvagità. Imbarcarono antichi testi, le cui fonti erano tutte posticce, fake, inventate. Non trovarono nulla, neanche quando le tracce apparivano scintillanti davanti ai loro occhi.

Il Dottor Jones capitò in India per sbaglio e trovò delle pietre dai poteri straordinari, ma è un’altra storia. Il più volte morto Joseph Goebbels voleva le prove dell’origine ariana della pangermanesimo, offendendo per sempre la realtà della storia, rendendo impronunciabile la parola ariano, che racconta di fatti antichi e curiosi, affascinanti coincidenze, di migrazioni e di un sogno di fami(g)liarità con un occidente parallelo mai davvero smarrito, come dimostra la scienza “ebraica e massonica”. In una parola, indoeuropea, dunque, originariamente ariana, dall’origine delle parole, dei nomi delle cose, e dei numeri. E dei cari, le cui animelle vagano lungo la corrente dei fiumi, o tremano come candele nei cimiteri parigini.

mind the step

Strani simboli, ciondoli matematici, una religione che è cosmogonia quantistica. Serpeggia, tra le righe, tra i canti hindu e le sciabole scintillanti al sole, un serpente d’oro e di argento che conosce la strada del Khyber Pass. Ha due teste, una che si abbeverà nel Gange, una che morde il tallone di Kipling, mentre sonnecchia aspettando che un re muoia, a Londra, sul bordo dell’autunno.

What the life could be, if you come to me for tea mormora Digsy, mentre in tv  la Beeb dice che pioverà e la porta del minimarket tintinna. Entra The Monkey Man, è lungo e oscilla pericolosamente. Compra una pinta di latte e dei cereali. L’India diventa campione del mondo di criquet. Al mondiale di calcio del 1950 l’India non partecipò perchè i suoi giocatori si rifiutarono di indossare gli scarpini. Avrebbero potuto calpestare degli insetti, interrompendo crudelmente il ciclo delle reincarnazioni, e inquinando così il proprio kharma.

The Boy Member of Commowealth e l’Ambasciatore di Tutte Le Colonie Più Interessanti entrano in un ristorante indiano che ha delle vele triangolari, come una goletta latina che fende l’acqua fangosa, ancora dolce, fluviale, presto salmastra e marina.

-Could we get this table?
-Yes, of course sir.
-Oh, thanks. Well. I would like to put this chair on this side of the table ‘cos…
-No, no way sir.
-Well. Oh, just another question… Could you call me a taxi, after we had our dinner?
-You can easily go out of there, then, sir, and take a taxi by yourself, on that side of the road. (pointing out of a small window)
-I understand.
-I hope, sir.
-Don’t you like english people, isn’t it?
-No, I like you as you like me, sir. But we choose what it will be, there and then.
-You may remember that english people like me taught your grandfather how to use a cutlery set.
-I don’t think so, sir. While we were understanding the secrets of the creation of the universe, you were painting your pale faces with blue and brown.
-Yes, it is a fact. We probably used mud.
-Yes it is, sir.
-Well, so we were savages… I think I will try samosa. The food here looks fantastic.
-Yes it is, sir.
-And could I move the chair on this side…
-No way, sir.
-I understand.
-I am sure you can.

Prendiamo un telo arabo, un cuscino indiano, una stuoia vietnamita e un cannocchiale olandese. Sediamoci sulla riva del fiume giallo, o del fiume biondo o del fiume rosso. Lasciamo che le parole cadano sopra i riflessi dell’acqua, bagliori di pagliuzze d’oro che salgono come bollicine di luce fino alla superficie, lasciamo che le parole vi si poggino, argentine. L’umanità coltiva grano e si fa accompagnare dai cani. Lascia che i gatti girino per casa. Qualcuno ha pappagalli. Tutti abbiamo leggende. Le leggende aborigene sono oniriche, le leggende dei fratelli Grimm sono perverse. Le leggende sono quello che abbiamo portato via mentre ce ne andavamo via da dove veniamo. Guarda le dita della tua mano, affondaci una lama francese, sì, un opinel.. Lascia che vada in giù, come nella corteccia di un albero, gli anelli dell’età. Scopri gli anelli dei viaggi. Scopri di essere stato ovunque, in qualsiasi tempo. In una arco di tempo ragionevolmente lungo, il tuo sangue è stato ovunque. Tornatene da dove vieni, andando in viaggio.

Fw >> / non dimenticare la pistola /

aggrappati ad un capitello.

Gli europei caricavano le navi di spezie, che erano il silicio dell’evo moderno. Le navi affondavano negli Oceani, che la cui acqua diventava più saporita. Un giorno qualcuno  scoprirà il modo per sollevare dai bacini tutta l’acqua, tenerla sospesa per qualche giorno a cento piedi d’altezza, per sbirciare come sotto un enorme sasso liquito. Vedremo le navi, mollichine lungo le rotte. Si potrà attraversare il tuo mare preferito camminando sulla cima dei relitti. Troveremo otri di olio perfettamente commestibile e set di posate che hanno bisogno di una pulita. Riposeremo l’acqua nei bacini, dopo aver sbirciato.

guida intercontinentale per autostoppisti

In India le sigarette più popolari sono semplicemente delle spesse foglie arrotolate e legate con uno spago. E’ bello fumarle in piena estate, dentro una macchina costruita in Messico, messa insieme alla maniera dei crucchi, secondo i dettami dei crucchi, con uno stile che piace ai newyorkesi. E se capita di naufragare su un’isola deserta per colpa di motori assemblati un pò troppo precipisamente a Chicago, Illinois, sarà molto interessante vedere come ricaverai il tuo servizio da tea incidendo il legno dei tropici le tue chiavi di casa. E guarderemmo verso il mare, considerando varie ipotesi per superare la barriera corallina, proprio come Papillon, calcolando a mente il ritmo delle onde. Guarderemmo l’insieme di tronchi che chiamiamo barca, e prenderemmo in considerazione l’ipotesi di portare una pianticella che da strani frutti, proprio come quando aspetti il tuo bus, e pensi che dovresti prendere qualcosa per cena. Con la stessa sguardo di un indigeno, che guarda la linea dell’orizzonte, e pensa che deve esserci un altro pezzo di terra, più in là.

Troveremo del ferro, e vi faremo lame.

Ehy Lù!


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Author: Luca

Luca è nato nel 1982 a giugno, mese che continua, imperterrito, a citare. Lo fa, si direbbe, attratto dall'inebriante fascino del grano nella provincia italiana. Esperto di pezzi di molte cose, si specializza in guerra fredda e cappelli. Riuscendo nell'impresa di fondere le due cose con controverso talento. Spera che "The Walwian" possa, un giorno, essere stampato con torchio e caratteri mobili. SCRIVIMI

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