Say/Yes/To/Michigan/Sufjan/Stevens
*1*
Da: Luca
Data: 05 agosto 2009 03.46.11 m. GMT+02.00
A: Matteo
Oggetto: /// // nightline
Si notava che dentro il maggiolone non c’e luce interna perché all’epoca non avevano oggetti di piccole dimensioni da smarrire. Paese Sera era un gran foglio e il fucile da caccia comunque ben rintracciabile. La moglie a casa e dinque niente chiavi finite sotto sedile.
Verrebbe da dire ”guida piano, che c’e la crisi“. Dentro il maggiolone non c’e luce interna perché all’epoca non avevano oggetti di piccole dimensioni da smarrire. Paese Sera era un gran foglio e il fucile da caccia era comunque ben rintracciabile. La moglie a casa e dunque niente chiavi finite, perse, sotto sedile.
Un bisogno feroce di spazi & tempi. E’ la provincia che chiama. Sono giri di notte sul maggiolone e fermarsi nel grano a fumare e ad immaginare di avere una birra e di essere nel Midwest. E’ guardare i casali sperduti, come in uno spaghetti western e non rimpiangere niente, ma lo sai che è malinconia che diventa dolore. Guardo le stelle. Sono belle, e la luna è un occhio di bue, o bufalo, se preferisci.
La gente si da un gran da fare per dire di tecnologie e cose, ma ecco quanto: ci scriviamo in digitale di pezzi di viaggi, cosa massimamente analogica.
L’esilio di qualche giorno in Sardegna sarà ricco di spunti, a causa delle contraddizioni tra terra brulla e la civiltà volgare del luogo.
*2*
Da: Luca
Data: 08 agosto 2009 12.58.47 p. GMT+02.00
A: Matteo
Oggetto: /// Non Luoghi
Non Luoghi, un anno dopo.
Nei Non Luoghi il tempo e’ scandito dalle manutenzioni ai tralicci dell’elettricità. Questa foto e’ identica a quelle dell’anno scorso.

E’ strano dirlo, ma amo i Non Luoghi, perché sono le crepe del reale, dove l’estrema semplificazione del background permette di capire i meccanismi delle cose, credo, in certezze (in)utili al ritorno in contesti più complessi. Sono al porto. Ammiro la logistica dello stoccaggio del carburante. Sai come funziona?

Mettono del carburante dentro grossi contenitori vicino alle barche. Ce lo portano con dei camion fatti a posta. E tutto va. Micro&Macro. Roba da rimanerci secchi.
*3*
Da: Luca
Data: 10 agosto 2009 12.53.39 m. GMT+02.00
A: Matteo
Oggetto: /// righe
Davanti a me due ambulanti indiani, dietro di me una famiglia. Il ragazzino ha una tavoletta da surf serigrafata con il volto di Lavezzi, ultima icona foot-trash partorita dalla bulimia degli orfani di Diego Maradona. Il dialetto del punjab dei venditori e’ molto più chiaro delle chiacchiere dei turisti.
KILL WONDER COOL WHALE UP
“quello era proprio da convocare“
…secondo la mia tracrizione fonetica, così a orecchio. Cammino e vado in canoa, come uno in rehab.
Sono in rehab, infatti.
Parte una spedizione in Asia per andare a studiare gli abitanti di un paesino indiano. Pare che siano tutti discendenti di Alessandro Magno. Sono biondi e negano l’evidenza, dunque son quel che si sospetta. Come in The Man Who Would Be King. Sarei dovuto partire con quella spedizione.
Fw>> we could send letters
Sto leggendo Ombre Sulla Luna, un romanzetto di Arthur C. Clarke, perché mi manchi e l’hai citato su Walwian, che massimamente mi manca, mentre continuo a produrre timidi Solchi a penna.

Clarke è onniscente e freddo come i suoi personaggi, cura la trama e tratta le persone come oggetti e gli oggetti come persone. Comunque era uno che campava fuori mano perché tanto c’erano i satelliti. Si capisce che era molto intelligente ma non era un romanziere. E’ un immaginatore di cose, un Sid Meyer della letteratura. E’ strano leggere quelle righe dalla Luna.
Sono un pò spaventato dal nuotare nel mare, perché è infinito e profondo, e l’acqua in cui nuoto è comunicante con quella della Fossa delle Marianne, e potrei scivolare fin laggiù. E’ la Sindrome dell’Uomo di Aran. Vorrei non saper nuotare.
*4*
Da: Luca
Data: 13 agosto 2009 03.47.26 p. GMT+02.00
A: Matteo
Oggetto: /// spostamenti
Ho letto con estremo piacere le tue note di viaggio presso i civilissimi Suomi. Avevo solo intuito, nel corso degli anni, che fossero tanto spontanei quanto kitch. Oserei dire che e’ tipico, sono caratteristiche forse indiscindibili.
Qui invece si annidano i rappresentanti dell’Italia trasversalmente (nord-sud) becera, garrula, sguaiata, materiale, deteriore, ricchetta, invidiosetta, spiritosetta e cretinetta. Il benessere si misura in gioia, la gioia in metri di gommone (freudiano?), si esprime con scoregge di combustibile dalle marmitte dai tanti, troppi motori/motorini/gruppi elettrogeni. I sostegni dell’insostenibile.
Non ti parlo della scritteriata antropizzazione del luogo, e dell’incuria casuale che lascia altre zone in balia di una natura matrigna. Rischio di diventare molto trito se dico che questo posto sotto sotto è una fogna, e appunto, sotto le colline verdi dei villaggi, c’è monnezza, che i cinghiali notte tempo riesumano. Antropizzazione.
“…bisogna esplorare sempre le soluzioni più radicali, che son più fattibili della ingombrante prassi a cui siamo abituati, ora oggi.”
Come un personaggio di Altan, vado a buttarmi a mare, che oggi è giocondo e bello e sembra poco antropizzato.
Le cose che hai scritto sui finnici, sono, seconde me, belle e pronte per Walwian.
*5*
Da: Luca
Data: 17 agosto 2009 03.47.32 p. GMT+02.00
A: Matteo
Oggetto: /// non ci sono terze vie
Ho preso un’auto.
Poi un traghetto, di notte.
Le scialuppe di salvataggio impedivano di vedere il mare. Ho viaggiato di notte, su una nave mezza vuota, e poi ho attraversato all’alba una Roma, mezza vuota, per andarmi a rifuggiare nella quieta provincia, che ora non ha nulla di opprimente perché il vuoto azzera la pressione.

La (non) mia casa vuota, i miei ancora in riva al mare. E’ la seconda fase, lievissimo svago urbano. Non avevo letto la mail con la richiesta del rumore del mare, ed ora mi sento in colpa per averti mandato quel frammento così suburbano. Stavo girando un remake del video di Star Guitar dei Chemical Bros, per Walwian, amatissimo.
E se la novità fossero dei video? Ora possiamo farli ed uploadarli con semplicità ed immediatezza, e la magia e l’artifizio renderànno le opere speciali.
Avevo pensato a mandarti il video del mare. Poi ho pensato che fosse puerile, e che ti sarebbe sembrata una sciocchezza. E’ evidente che ci si campa di sciocchezze, soprattutto io, soprattutto tu. Non dovevo sottovalutare quell’istinto. Era giusto, era semplice, era puro, puerile, tenero. Tu sei quello che sai fare le domande, e me lo hai chiesto, io l’ho sepolto dentro, e non è quella la strada giusta. E’ stato come voler esser qualcos’altro, e questo impaccio è il risultato.
Credo che in questa situazione di quiete, io cominci ad avere dei lievi attacchi di ansia. Lo capisco dall’agitazione che mi prende ogni volta.
“L. deve decidere di fare le cose, altrimenti non gli vengono bene o non gli vengono affatto. Deve farle da solo.”
“Qualsiasi cosa tu faccia nella tua vita, falla come vuoi, ma ti imploro, fai a modotuo.“
Non sosperterai mai l’autrice di queste frasi: e’ la mia autrice, nel senso bioogico del termine.
Così tanti misunderstanding che tutto il resto perde di senso, il caldo e la solitudine, marina e urbana.
Ricominciamo con Walwian, dunque?
*6*
Da: Luca
Data: 19 agosto 2009 01.26.29 p. GMT+02.00
A: Matteo
Oggetto: /// the desktop series?
Dear amì,
Eccomi qui, su una tovaglia che lomografata, tradisce una certa vague 60s.
Anyway, il numero di Rolling Stone in edicola e’ molto carino, al netto delle ingenuità ideologiche e modaiole. E’ naturalmente una fresca monografia sul 1969: se non ora, quando?

Non sono stato io, lo giuro.
La storia della città sostenibile già l’avevo letta. Andrebbe integrato con la notizia del tizio che ha inventato un enorme plotter che caga cemento in luogo dell’inchiostro. Da case in 24 ore. Se è vero, è un disastro di proporzioni storiche. Farà più danni della bomba atomica, che aveva il pregio di de-antropizzare i posti per centinaia di anni.
Le bombe atomiche non sono così pericolose. Guarda Hiroshima, adesso è una cittadina modello, e non e’ vero che le radiazioni rendono inabitale un luogo per mille anni.
Le vecchie bombe atomiche, non quelle di oggi, troppo potenti, andrebbero utilizzate per risolvere problemi di urbanizzazione. No?
La foto sotto secondo me e’ di grande ingenuità, e potrebbe essere la capostipite di una futura “Desktop Collection”.

La svolta multimediale e’ alle porte. L’altro giorno non ti ho scritto che stavo tornando, ti ho mandato il video. Tu l’hai fatto con la band suomi a basso tasso d’invadenza.
Metto il carro davanti ai buoi (iBuoi): riusciremo a proteggere la parola scritta (occhio: e articoli vocali, letti, tipo podcast?) dalla dittatura dell’immagine, facile, immediata, bella e credo, fantasticamente alla mercè dell’interpretazione del lettore? Ognuno ci vede quel che vuole, contenteremo chiunque.


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