Tom Wilson Resivited

July 16th, 2009 in walwian.com by Luca0 Comments

Chi è Tom Wilson?  

1969 Rolling Stone

 Jann Wenner : “Ci sono in giro un pò di articoli su Tom Wilson, e lui dice di essere il quello che ti ha dato quel suono rock & roll… che ti ha iniziato a far fare rock & roll… è vero?

Dylan :”That is true. He did. He had a sound in mind.

 

Recording Session 2 for

“Like a Rolling Stone”

16 June 1965, Studio A

Columbia Records, New York City

 

TAKE 1

Wilson is very laconic: “OK, Bob, we got everybody here, let’s do one, and then I’ll play it back to you, you can pick it apart” — and then he sees Kooper at the organ.

“What are you doing there?” he says with evident amusement. Kooper breaks out laughing. “Hah,” Wilson says.

Then he too is laughing: “Oh oh oh-kayyyy, stand by. This is CO 86446, ‘Like a Rolling Stone,’ uh, remake, take one.” “Wait a second, man,” someone says. “The organ player hasn’t found his headset.” “You gotta watch, Tom,” Dylan says. “Hold tape…” Wilson says.

TAKE  4

“Four,” Wilson says. As it happens, this will be the master take, and the only time the song is found.

UNSLATED TAKE

Wilson, confident: “All quiet, go, Bobby.” Dylan leads with a harsh guitar sound. “Ready?” he says. “Not ready.” “When the red light comes on.” Dylan goes back to his guitar: “No good, huh?” “Keep going,” someone says. “Play that back, Pete, please,” says someone else.

 

/ sono il nuovo Apollo 13 / Fw >>

Forse queste righe bastano. Spero che sia così. Questo articolo era dedicato a Tom Wilson, alle tombe profanate in un cimitero afroamericano di Chicago, Burr Oak, a chi vi riposa (Willie Dixon, Dina Washington e il giovane Emmett Till), alle missioni Apollo, a quante volte abbiano pronunciato il nome di Dio, rispettivamente, Neil Armstrong e Cristoforo Colombo. Il sistema ha crashato, le cose capitano, sarà per un’altra volta. Tutto è andato perso, il peccato più grande.

Dispiacerà più a me che a voi, credo, ma intanto, dispiace.


Of Lost & Found, Luca

 


Tom accudisce un giovane Bob

 

Tom Wilson è nero. E’ un produttore. E’ uno che decide, dunque. Il dettaglio che sia nero, e che sia uno che decide, e che siano solo gli anni 60, in America, è come mettere un piede di traverso all’uscio e voler guardare dentro per forza. Ray Charles, il magnifico Ray, impiegò anni a capire quanto fosse importante per la sua gente. Perchè c’è una differenza incredibile, tra essere l’acrobata più bravo del circo, ed essere il padrone del circo. Tom Wilson era un produttore. Mise le mani su Sound of Silence di Simon & Garfunkel, su Like a Rolling Stone di Dylan, e su Sunday Morning dei Velvet Underground. 

Arriva Like a Rolling Stone, ed è il primo singolo della storia che ha il coraggio di durare sei scintillanti minuti. Dylan è uno che vivendo genera paradossi. Nel momento in cui diventa commerciale, con la triade elettrica di Highway 61 Revisited, Bringing It All Back Home e Blonde On Blonde, più l’interlocutorio Another Side of Bob Dylan, prodotto da Wilson, scrive un pezzo di letteratura americana. Ci sono dentro Eliot, Fellini, Dante Alighieri, Ginzberg, il non sense, una decina di altre cose che saranno chiare solo cinquanta anni dopo. E’ l’emozione della ferita appena aperta, dello sgorgare di sangue caldo. E’ guardare dentro, vedere i nervi e le ossa del pensiero occidentale. Quei dischi sono coaguli di sangue-cultura alta e popolare, i suoni sono le cicatrici sulla pelle del pensiero. Se li metti contro luce, non puoi scoprire cosa è accaduto, ma puoi capire how did it feel. Non riesco a formulare un’altra frase che si avvicini di più al concetto di prezioso. Il demiurgo è Tom Wilson, per caso, per l’insostenibile leggerezza dell’evoluzione delle cose. Fa parte di un segmento di società che da poco può pisciare insieme ai più miserabili membri dell’establishment bianco, quella white trash che fa da pellicola, da protezione, da fossato intorno al potere. Tom Wilson è forse il “negro” più influente della cultura popolare americana, e su facebook la sua pagina ha 12, dodici, fan.

C’è un cimitero a Chicago, la Camelot del Re Nero, i cui dormono molti corpi. Tra di loro ci sono Willie Dixon, il bluesman a cui Elvis, i Led Zeppelin e i Rolling Stone hanno portato via tutto per quattro soldi, Dina Washington, 7 matrimoni, una voce di bellezza assoluta e un infarto a quarant’anni, e il piccolo Emmett Till, che era un quindicenne, quando fu trucidato, fatto letteralmente a pezzi e sfigurato per aver fischiato dietro ad una donna bianca. Ora il becchino capo, con qualche complice, fa un giochetto molto facile, per tirar su qualche soldo. Scoperchia le vecchie tombe, butta nell’immondizia il cadavere del dormiente, e continua a creare nuovi sepolcri, facendoli pagare a prezzo d’oro. Burr Oak è in mezzo ad altri due cimiteri. In uno vi dorme il padre keniota del Re Nero, nell’altro dorme un sonno malmostoso Edgar Lee Master. La morte, come la politica, procura strani compagni di letto.

Tra tre giorni l’uomo sbarcò sulla Luna. Si risbobbinano i vecchi nastri. Le copie, visto che gli originali sono andati perduti. C’è Neil Armstrong. In analogico, dallo spazio, abbiamo le conversazioni. Dio è nominato una gran quantità di volte, non meno, quasi sicuramente, di quante lo nominò cinquecento anni prima Cristoforo Colombo, in missione per la cattolicissima Spagna. E’ l’avanzata della laica western civilization, che ci consegna nastri pieni di Dio e con scarne telemetrie. Colombo incappò nell’America. Forse tra cinquecento anni, accadrà la stessa cosa. La nave che esce dal balzo iperspaziale crede di essere davanti al pianeta oggetto della missione. Invece no, è un altro posto. La scoperta val bene un errore. Di scoperte geografiche sbagliate, ce ne saranno solo in un remoto futuro, come nel remoto passato. Il presente è sempre a prova d’errore. Ci siamo sbagliati e ci sbaglieremo, ma oggi non ci siamo sbagliati. Forse quei viaggi non avverrano mai, per l’ineluttabile legge percui, per quanto il viaggiatore possa andar veloce, per chi  lo attende il tempo continua a scorrere. Percui, quale amministrazione spenderà miliardi di soldi, per veder tornare l’investimento dopo milioni di anni? Nixon sospese le missioni Apollo di kennediana volontà dopo una decina d’anni di finanziamenti, e tutt’ora l’umanità più pragmatica lo taccia di infinita generosità.

 

 

TAKE  4
“Four,” Wilson says. As it happens, this will be the master take, and the only time the song is found.
UNSLATED TAKE
Wilson, confident: “All quiet, go, Bobby.” Dylan leads with a harsh guitar sound. “Ready?” he says. “Not ready.” “When the red light comes on.” Dylan goes back to his guitar: “No good, huh?” “Keep going,” someone says. “Play that back, Pete, please,” says someone else.

Author: Luca

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