Today, today.

July 15th, 2009 in walwian.com by Luca1 Comment

Le linci non funzionano più. Le linci sono furbe ed affusolate. Si lasciano scorrere sulla pelle la maggior parte delle cose. Avanzano per strada leggere e a tratti eleganti. La polvere adombra lo scintillio della pelle, non la semplicità delle curve, ora moderne, ora esili. Carrozzerie con scolli  a V.

shilleriana remix

I pretendenti alle loro viscere, coloro che vogliono violarne la verginità, sono abituati a vedere sfogare le voglie lungo le curve. Le linci si fanno scorrere addosso le lusinghe e le scalmane, respingono sguasciando gli approcci più incontenibili. I pretendenti hanno fatto un regalo più sostanzioso, hanno reso più greve l’approccio.

La lince cede, la bolla dell’esplosione, più potente del solito, uccide un soldato italiano. Con tempismo tutto italiano, ci interroghiamo sulla qualità della missione afgana. La risposta non importa, rimanere o andarsene, in pace o per guerreggiare. In Inghilterra di bare ne tornano otto. Loro sono retti e indefessi. Non fanno scalmane. Noi non le facciamo perchè non ci rendiamo conto più di niente. Neanche di quando ci sparano addosso. Non è un problema di ritiri o interventismi. E’ un problema di sensibilità.

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/ prosegue incongruente, causa crisi / Fw >>


 

Un senso di totale indadeguatezza. Arezzo. La corte ha deciso di considerare colposo l’omicidio di Sandri, l’ultras della Lazio, vittima, questo almeno è stato accertato, di un colpo di pistola esploso da tale poliziotto Spaccarotella. E’ inutile entrare nel merito giudiziario. E’ facile prevederne le conseguenze. Il giudice, con la sua sentenza, ha innescato una miccia che esploderà questo inverno, con l’accorciarsi delle giornate, il buio precoce, il campionato di calcio. Gli ultrà muoveranno battaglia, ci sarà caos e disordine, sangue e violenza. Per la salvezza di uno Spaccarotella, è un prezzo troppo alto, anche se questi fosse innocente. Ma gli spazi per i paradossi sono inutili. Una persona dotata del monopolio dell’uso legittimo della forza, quando sbaglia, forse andrebbe punita più duramente di una persona qualsiasi. Perchè all’arbitrio di una azione illegale, si somma la macchia dell’incesto del potere, della potestà, con l’arbitrio della violenza.

Milano. Concerto di Madonna, live @ San Siro. Una scritta di led informa gli astanti che

 

LA MUSICA NON E’ RUMORE

 

Fa riferimento al fatto che gli abitanti che vivono vicino allo stadio, sono stanchi del rumore dei concerti. Gli anagraficamente più maturi scacciano dalla città i giovani virgulti, che sono brutti, sporchi e cattivi, e sempre più ignoranti e insopportabili, difficilmente difendibili, ma inevitabilmente esposti al rischio di una morte per auto, condannati dalla loro inetta ebbrezza e dall’esilio in periferie sempre più lontante.

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La musica è rumore. Non è nient’altro che rumore, e le parole, gli amati testi, sono un accompagnamento, e se diventano più importanti del suono, è probabile che qualcuno abbia un problema. La scritta prima del concerto di Madonna non può essere che falsa, perchè non sta per accadere nulla di vero. E’ una continua mistificazione, più accentuata che in qualsiasi altro rock & roll cyrcus, nelle cui pieghe anarchiche, in una morte per overdose, si conserva sempre una minima parte di verità. Una verità non voluta, non etica, ma uno squarcio nel tendone che permette di vedere i clown che si truccano, la donna barbuta applicarsi peli posticci, ed ogni genere di inganno.

"doritaenopsis", o "fiore"

 

Memorie dal sottosuolo, perchè è più fresco, al riparo da un caldo che non è tropicale solo per una questione di meridiani e paralleli, i cyrcus dei festival sono al pieno della fioritura, pronti ad esplodere. Roma ha già ospitato numerosi metalli pesanti, i toni si alleggeriranno…

 

arriva una mail.

 

M: Oggi è il nostro complemese! Abbiamo bisogno di un protocollo per gestire le emergenze e le festività.

 

 L: perchè non festeggiare parlando di noi nel generale cluster?

 

 


Scrivere vuol dire tenersi aperta una via di fuga, e contemporaneamente smettere di remare mentre la scialuppa comincia ad imbarcare acqua. Walwian è un limbo tra un’oasi e un desiderio, un tentativo e un non indietreggiare di un passo. Probabile che non sia altro che un laboratorio del piccolo chimico, ma fondamentalmente è amato come un bimbo très voluto, dopo molti coiti interrotti e irrisolti approcci alla vita, mica alla rete. Realizzarlo richiede pazienza nei confronti delle statistiche e nel vaglio delle fonti. Le buone idee servono solo alla mia controparte, è lui quello serio, sentimentalmente educato. Io sono quello della truffa & della fuffa. Ticchettano i tasti, mentre qualcuno di autorevole parla ed è poco meno che un sottofondo. Gli articoli che mi piacevano di più mi sono venuti in metro, e nessuno ne avrà mai conoscenza, perchè io per primo l’ho dimenticati, smarriti, confusi. Pensarli e poi l’incapacità di fermarli in tempo per esser cristallizzati. Altri articoli sono stati partoriti tra le lacrime, tra i bronci, altri ancora tra le carezze e i baci, l’ironia e le risate, mentre la vita avanza e trema e ti urta e ti culla. Sto facendo nostalgia preventiva, la pianto qui, perchè questo non è un addio, è un buongiorno. E’ il nostro complemese, ci siamo da poco. Ci siete da poco pure voi. Ci siete poco. Ci tormentiamo vicendovolmente, noi vi chiamiamo molto, voi ci chiamate poco. Ma ci leggete molto, carte alla mano, per gli amanti delle statistiche, i 1000 click sforati molto tempo fa. Ecco perchè oggi per regalo non sappiamo chiedere altro che interazione. Esprimiamo un desiderio. Che litighiate, che parliate. Sulla bacheca di facebook, in fondo agli articoli, dove vi pare, con chi vi pare, non con noi. Tra di voi. Al di là di noi. Lasciate che si stabiliscano corrispondenze, quel che pensate, non venito a dircelo di nascosto, lasciateci un post da qualche parte. Noi siamo disposti a peggiorare la qualità degli articoli finchè gli affezionati non muovano rivolta. 

D’altronde we’re in it just for the money ma siamo anche gente in grado di mettere a repentaglio rapporti affettivi per scrivere un pugno di righe su Chuck Berry o Beck. Oppure perchè ci piacciono molto le balene. E’ la stessa cosa.

Luca


 

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Author: Luca

Luca è nato nel 1982 a giugno, mese che continua, imperterrito, a citare. Lo fa, si direbbe, attratto dall'inebriante fascino del grano nella provincia italiana. Esperto di pezzi di molte cose, si specializza in guerra fredda e cappelli. Riuscendo nell'impresa di fondere le due cose con controverso talento. Spera che "The Walwian" possa, un giorno, essere stampato con torchio e caratteri mobili. SCRIVIMI

One Comment

Comincio ad interagire io, che son tornato a casa solo adesso e che solo adesso, con la vergogna del colpevole, leggo queste righe.
Buon primo mese a noi. Buon primo mese a tutti.
Vorremmo essere dei supereroi, ma ci svegliamo dimezzati. Ci mancano i poteri, ci mancano le cabine telefoniche in cui cambiarci d’abito. Qui le cabine hanno i vetri rotti e noi finiamo spesso nudi sulla strada. Walwian è questo, è un denudarsi un po’, cercando di coprire le vergogne con la pudicizia dell’ascolto vergine.
La prima volta che ti ho ascoltato. Una musica, un suono, una voce. Un rumore, appunto.
Interagisco. Scriverò quello che avrei voluto scrivere se non fossi tornato adesso. Parlerà dei supereroi dimezzati, quelli senza i poteri che finiscono nudi su una strada affollata di eterni sconosciuti che gli strizzano gli occhi.
Buon primo mese. Perché ci piacciono le balene e per tanti altri motivi.
A poi,
M.

Matteo

7/15/2009

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