Swingin’ / Tom Petty

July 27th, 2009 in sport by Luca2 Comments

“Corro come un negro per guadagnare come un bianco”

Samuel Eto’o

 

“My dog can play drums better than that kid with the big nose”

Sonny Liston a proposito di Ringo Starr

 

“Non ho niente contro i Vietcong. Loro non mi hanno mai chiamato negro”

Mohammad Alì

 

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Tom Petty

 

E’ il triangolo nero dell’estate di Kinshasa. E’ Harlem. E’ Barcellona. E’ il passato. E’ ora. Samuel Eto’o è un asso del calcio, come Pelè. Sa palleggiare con la testa ed è abituato a dare nette zampate alla palla. Accanto ha sempre avuto fini dicitori sudamericani. Ronaldinho è rococò, mulatto, sudamericano. Eto’o è rock n’ roll, nero, africano al 100%. Eto’o gioca a calcio come farebbe una leonessa, tese le lunghe leve e pallonate alle spalle del portiere. Eto’o è un guerriero, è dotato di una personalità enorme, egocentrica, forte, assoluta. Eto’o è puro cazzotto ed errore. Le sua zampate hanno consegnato due coppe campioni al Barca. Si dice che fosse abituato a girare in pelliccia per le ramblas di Barcellona. Si dice che vada in giro con un entourage di bodyguards. Ha una gang. E’ protetto. Eto’o non è un giocatore da operetta. Ha sdoganato la nouvelle vague contro gli insulti razzisti. Prende la palla e se ne va. Le sanzioni verso le curve razziste non sono mai abbastanza, per lui, e dunque anche per noi. Non è una vittima, è il re offeso. Ora sbarca nel Paese delle mezze verità, viene a vivere a Milano. Aspettiamo con ansia le sue reazioni ai commenti per famiglie sul razzismo, a cui purtroppo siamo abituati. Avrà accanto, forse proprio a fianco, Mourinho. Io credo che si ameranno e se ne andranno in giro come Martin Luteri a dar fuoco alle domeniche pomeriggio.

Samuel Eto'o, camerunense.

 

/ back in black / Fw >>

Gli anni Sessanta. A nessuno piace Sonny Liston. E’ il prototipo dell’afroamericano cattivo e rozzo, feroce e non addomesticato. Non è politicizzato, non è malleabile. E’ un grosso orso cattivo dotato di una forza mostruosa. I vertici della NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) gli tifano contro. Non è un buon esempio. Ai bianchi non piace. I neri per bene lo schifano.

Sonny Liston era il negro grande e scuro da sempre negli incubi di ogni uomo bianco; era “il negro enorme,” “il cattivo negro”; era il paese povero e sottosviluppato (politicamente ingenuo), il popolo sottomesso, che finalmente usciva allo scoperto a raccogliere la sua libbra di carne”

LeRoy Jones

“Sonny Liston occupa una posizione sui generis per la forte temibilità della sua personalità di boxer, e nessuno meglio di lui ha mai impersonato l’aura di truce minaccia del Negro per il mondo dei bianchi”

Joyce Carol Oates

 

Pim, pum e pam. Sonny che sradica il sacco con un solo pugno. Sonny che. in combutta con la mafia. trucca due incontri consecutivi con un furente Alì. Sonny che è amico di Alì. La pressione di Alì che schizza e s’impenna quando Sonny entra nella stanza. I medici non ci credono, ripetono l’esame. Ora Alì è tranquillo. Si era solo spaventato nel vedere il grande orso cattivo. Anni dopo, quando Sonny sarà a corto di soldi, Alì andrà a prenderlo in macchina e lo costringà ad accettare del denaro. L’America va in fiamme. L’America ammazza presidenti bianchi ed eroi di colore. Sonny e Alì seguono vie parallele, ufficialmente s’intersecano solo nell’infinito assoluto del ring. Il primo bazzica con la mafia a Vegas, il secondo con le Black Panthers. Entrambi finiscono in carcere. Sonny per rapina ad una stazione di servizio, Alì perchè si rifiuta di andare a in Vietnam. Fanno venire i brividi. Sonny ha l’aria di uno che sale sul ring per ammazzare, non trova sparring partners disposti a farsi massacrare. La gente trema di paura. Alì, vecchio, malfermo, malato, si inerpica fino alla fiamma olimpica ad Atlanta. Fa venire lacrime di commozione e orgoglio. Alì. Alì. Alì. Trema di malattia. Si trema di emozione e rispetto.

Alì. Il più grande sportivo di tutti i tempi.

 

Non c’è un tiro di Eto’o che entri pacificamente in porta. Sono colpi violenti, colpiscono il portiere in testa e come un jab e si infilano sotto la traversa. Alì è libellula e toro, danza. Sonny Liston è in grado di far venire giù l’intonaco dai muri, terrificante. Samuel è veloce. Alì è rapido. Sonny è lento. Sonny odia quei coglioni dei Beatles, lui ama il rock. Alì e Samuel lo guardano da bordo ring. Sorseggiano pablum, rhum e latte. E’ il triangolo nero delle Bermuda.

 

Lo sguardo dolce di Sonny.

 

“Non mi aspettavo che il presidente mi invitasse alla Casa Bianca per farmi sedere accanto a Jackie e farmi giocare alla lotta con i piccoli, ma non mi aspettavo nemmeno di essere trattato come un topo di fogna”

Sonny Liston, un americano

Patterson, il pugile più amato dagli attivisti dei diritti civili, perchè forte e buono, intelligente e consapevole, retto e tecnico, viene massacrato da Liston. Un anonimo cronista della britannica Beeb (la BBC) capisce tutto. In 2 minuti e sei secondi, Patterson viene investito da una scarica di pugni violentissima, brutale, che lo tramortisce fino al kappaò. Quarant’anni prima, altri due pugili di colore si erano sfidati su quel ring di Chicago. Allora aveva vinto in nero buono, il nero cattivo aveva perso. Quel giorno, invece, la realtà si era ripresa un pezzo di mondo. Il messaggio era chiaro. Le operazioni di immagine cadono a terra a pezzi, la realtà si prende la prima pagina di giornale. E infatti, per l’umiliazione subita, il campione modello Patterson esce dallo stadio camuffato. Sonny non andrà a cena dai Kennedy, eppure era stato Jack a scroccargli la promessa che quell’incontro ci sarebbe stato. Forse Jack era un idiota, forse era solo curioso di andare a vedere come sarebbe andata a finire.

I wish you could swim
Like the dolphins
Like dolphins can swim
Though nothing
Will keep us together
We can beat them
For ever and ever
Oh we can be Heroes
Just for one day  

Samuel Eto’o. Mohammad Alì. Sonny Liston. Samuel è in cima, corre e fatica e segna e vince, the long & winding road. Alì è malato, ma ormai  è mito, vi è entrato ai tempi dell’Olimpiade romana del 1960. Right here, right now, this is history, qui a Roma. I mondiali di nuoto proseguono, i costumi sono così aderenti che i muscoli degli atleti li lacerano, sederi al vento. Le stesse strade calcate a piedi nudi da Abele Bikila, oggi sono invase da anglosassoni dopati, cinesi torturati in fasce e Pellegrini che si fanno prendere crisi di panico, dentro quelle che rimangono solo grosse vasche da bagno. Samuel Eto’o sarà fischiato, qua a Roma, da una massa di rabbiosi sottoproletari white trash, quando verrà a giocare all’Olimpico. Lo sappiamo tutti. Spero che sfondi una porta a pallonate e poi ne infili un’altra, lasciandoci soli con la nostra miserabile pochezza, a condannare pochi imbecilli isolati. Sonny è stato il primo a lasciarci e forse è stato il più onesto, ha pagato sempre in contanti e ha fatto qualche peccato. E’ un triangolo fatto da un lottatore, uno stregone/istrione, un delinquente dal cuore d’oro. E di fronte a loro, tintarella di luna, uh, ci sentiamo così candidi!

 

Luca, con affetto sincero.

 

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Author: Luca

Luca è nato nel 1982 a giugno, mese che continua, imperterrito, a citare. Lo fa, si direbbe, attratto dall'inebriante fascino del grano nella provincia italiana. Esperto di pezzi di molte cose, si specializza in guerra fredda e cappelli. Riuscendo nell'impresa di fondere le due cose con controverso talento. Spera che "The Walwian" possa, un giorno, essere stampato con torchio e caratteri mobili. SCRIVIMI

2 Comments

luca danza come una farfalla e punge come un’ape. quando è in vena d’affetto, si “limita” a danzare, per omaggio nei confronti di quelli che sono destinati ad essere chiamati “veri”.

safran

7/27/2009

Bè, per il fatto dei “veri”, non è che siano lettaralmente “onesti”, o necessariamente più sinceri.

Diciamo che sono quelli che hanno dilapidato il talento con meno scrupoli & senza tante tirchierie.

…danzare, pungere, o anche tener palla, quando la partita lo richiede e si vuol tirare il fiato senza sbracare di botto. Amministrare il risultato, no?

lucarebours

7/27/2009

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