Kodachrome / Paul Simon

July 20th, 2009 in Summer gigs by Luca0 Comments

Mamma, non portarmi via la Nikon, perchè i colori sono così brillanti, e abbiamo visto estati così verdi. Mamma, guarda, uso la Kodachrome, e da quando c’è il bianco e nero non mi piace più. Simon frigna e piange, è disperato, perchè la mamma vuol portargli via la macchina fotografica,  e la pellicola. Oggi mamma Kodak fa lo stesso con noi, ma la nostalgia è puramente reazionaria, antiquata, una scomoda coda, per una volta.

l'amore è una violazione di copyright

KODACHROME Avviso di fine produzione

Pellicola KODACHROME 64/KR

Cessazione vendita KODACHROME

Il 22 giugno 2009, Eastman Kodak Company ha annunciato che, quest’anno, verrà sospesa la vendita della pellicola a colori KODACHROME, diventata un marchio iconico nel campo della fotografia da 74 anni. Le vendite dei prodotti KODACHROME, dall’introduzione della prima pellicola a colori sul mercato mondiale nel 1935, sono diminuite notevolmente nel corso degli ultimi anni in seguito all’adozione di altre pellicole o al passaggio al digitale da parte dei fotografi. Oggi, KODACHROME rappresenta solo una frazione dell’1% delle vendite totali di Kodak nel settore delle pellicole fotografiche.

Nonostante le sue eccezionali funzioni, la pellicola KODACHROME richiede un processo di sviluppo altamente complesso che ha portato i fotografi a sperimentare e adottare altre pellicole KODAK più innovative, in grado di assicurare immagini a colori di elevata qualità tramite un flusso di lavoro più semplice.

Sebbene la pellicola KODACHROME offra caratteristiche distintive e prestazioni ineguabili da altri prodotti, gli attuali utenti sono incoraggiati a provare le altre pellicole Kodak. Kodak continua a introdurre sul mercato pellicole innovative: solo negli ultimi tre anni, ha commercializzato sette nuovi tipi di pellicole professionali.

/ segui gli sviluppi / Fw >>

Perché Kodak ha deciso di sospendere la vendita della pellicola KODACHROME?

A causa del calo delle richieste da parte degli utenti, la produzione continua della pellicola KODACHROME non è più attuabile. Nel corso degli anni, gli utenti sono passati dalla pellicola KODACHROME ad altri metodi di acquisizione fotografica, sotto forma di pellicola o digitale. In breve, il numero di utenti della pellicola KODACHROME non è sufficiente per poter continuare l’offerta di questo prodotto.

Recentemente, quali sono state le percentuali di vendita della pellicola KODACHROME?

KODACHROME rappresenta attualmente una frazione dell’1% delle vendite totali di Kodak nel settore delle pellicole. Sebbene KODACHROME rappresenti un marchio iconico utilizzato dai fotografi da ben 74 anni, oggi gli utenti hanno cambiato le loro abitudini e le vendite sono calate in modo significativo.

Questo è quanto. Intrufoliamoci tra le righe. Guardiamo la pellicola in contro luce. Cosa sta accadendo? Kurt Cobain, allora sviluppato in Kodachrome, se ne stava sulla copertina di Rolling Stones Usa con la sua bella maglietta “Corporate Magazines Still Suck“. Come a dire: la roba su scala industriale è il male, e dunque fa schifo. Le industrie aprono nuove produzioni. Diversificano. Creano metastasi. Si ramificano e avviluppano. Le industrie fanno cose, montano oggetti, plastificano bisogni e li consegnano all’immortalità.

Qualcuno è diverso. Qualcuno è migliore.

Procter&Gamble è il nuovo Sacro Romano Impero. Ha una struttura feudale e centralizzata allo stesso tempo. Fanno sapone, grassi da ingurgito. Producono saponi per pulire lo sporco che i loro cibi chimici lasciano incrostati sui piatti. Sono loro i prodotti chimici che ci mettiamo addosso per rimuovere l’olezzo del nostro corpo che espelle le tossine. E’ un business  semplice: in tutto l’occidente l’unica cosa a buon mercato, facilmente accessibile, e immediatamente consumabile sono i grassi e i loro composti. Non c’è molta differenza tra quelli negli snack e in quelli per insaponare le mani o quelli da rovesciare nel cesso, dopo.

state giù dopo il fallout

E’ un mondo industriale collegato a doppio filo alla materialità delle cose che produce. E’ un mondo anni 50, in cui casalinghe dallo sguardo anfetaminico, sovraeccitato, invitano a comprare, comprare, comprare, in un sogno bulimico ed eiseneweriano dell’America che finanzia il proprio armamento atomico con la spesa per la casa. E’ un mondo conformista e chiuso, medioevale, basato sulla triade moglie-macchina-mestiereconsuma-produci-crepafamiglia-patria-wallmart.

E’ un mondo direttamente collegato a quello di oggi. E’ un mondo generato dalla più grande vittoria militare della storia, è un mondo che sarà messo (parzialmente, momentaneamente, inutilmente) a ferro a fuoco dal proprio benessere, che consentirà, su scala industriale, di sviluppare bisogni altri rispetto a quelli basilari ed animaleschi grazie ai quali prosperava il mondo keynesiano ed atomico.

Mamma sa cucinare. Papà lavora in un ufficio. Vende tubi di ghisa o polizze di assicurazione. I negri imbustano la spesa nei supermercati. Impariamo a convivere con la bomba. Impariamo ad amarla. A scuola ci fanno vedere i cartoni. I cartoni spiegano che se domani scoppia una bomba all’idrogeno, è meglio accucciarsi dietro un muretto. Altrimenti si viene polverizzati. Le radiazioni provocano lesioni. Le lesioni non sono uniformi. Si  muore un pezzo alla volta. La signora Eisenower dice che Jack è molto caaarino, ma troooppo giovane per la Casa Bianca.

Le cose vanno bene. Conta i centesimi che diventano dollari. Conta i dollari. Dalle unità alle decine. Siamo la boom generation. Possiamo comprare oggetti. Qualcuno farà vinile per noi. Qualcuno ci darà una pellicola e una macchina fotografica per dare forma all’inverno del nostro scontento. La pellicola a colore farà arrivare l’estate. Bruceremo, in acido. Ci calmeremo e ci quieteremo. Chissà i nostri semi quando fioriranno. E’ il 1959, il 1962. E’ il 1967 e il 1969. E’ andato.

Qualcuno produce cibo di bassa qualità che ci spinge verso la trombosi e il cancro. Qualcuno produce pellicola per stampare le fotografie. La differenza tra bufalo e locomotiva, è che il bufalo può scartare di lato e cadere, mentre la locomotiva ha la strada segnata. Le Corporation del consumismo ancora producono come all’inizio. Hanno solo raffinato le esche e peggiorato la qualità. I bufali come la Kodak hanno scartato di lato e sono caduti, hanno cambiato e innovato. Hanno segnato le epoche e sono morti e cresciuti insieme a noi.

Rileggere le righe del comunicato. C’è qualcosa di diverso. E’ come se la Kodak stesse dicendo, tra le righe

Ora verrete da noi con la vostra melanconia. Vi mancheranno le pellicole ancient regime, maledirete il formato digitale, che è senza memoria, non è cool, non è vintage. Ci assalirete con i bastoni perchè abbiamo tradito. Abbiamo ceduto all’innovazione. Siamo stati, ci direte, poco filologici.

Vedete, cari ragazzi, noi siamo un’industria. Siamo sani, siamo svegli. Non produciamo snack. Produciamo pellicola. E’ tecnica, è arte, è pensiero. Ora, con questo cambiamento, perchè di cambiamento si parla, stiamo tutelando il nostro portafoglio. Ma potremmo farlo anche speculando sulla finanza del real estate.

No. Noi abbiamo una storia diversa. Facciamo soldi, sì. Tutti fanno i soldi. Noi li facciamo diversamente. La nostra produzione, i nostri prodotti, non possono essere separati da uno spirito simile a quello dei workshop rinascimentali. Noi forniamo gli strumenti all’arte, alla creatività, alla memoria e alla costruzione dell’immagine del mondo.

Non vi lamentate perchè ora stiamo cambiando. Guardate, vi stiamo indicando la strada. Stiamo imponendo lo standard del futuro. Vi siete fidati nel 1935. Dovreste farlo anche ora. Nessuno allora si strappò le vesti perchè il dagherrotipo era finito. Oggi vi suggeriamo di fare in un modo nuovo. Dovremmo sempre fare in un modo nuovo.

Se produci per un centinaio di anni stronzate, è una possibilità che tu crei un pubblico di stronzi, assuefatto alle cazzate. Se tu crei qualcosa, qualcosa che abbia un senso, un oggetto del fare, un oggetto che contenga know-how e cultura, che sia un opinel, è, dice il vecchio pastore, seduto davanti all’organo a canne, molto probabile che tu sia un buon protestante, e che la tua opera abbellisca il mondo, e renda grazia a Dio.

Luca

“When I think back on all the crap I learned in high school, it’s a wonder I can think at all.”

YouTube Preview Image

Paul Simon, Kodachrome / Tenderness, 1973

Retweet me!

Author: Luca

Luca è nato nel 1982 a giugno, mese che continua, imperterrito, a citare. Lo fa, si direbbe, attratto dall'inebriante fascino del grano nella provincia italiana. Esperto di pezzi di molte cose, si specializza in guerra fredda e cappelli. Riuscendo nell'impresa di fondere le due cose con controverso talento. Spera che "The Walwian" possa, un giorno, essere stampato con torchio e caratteri mobili. SCRIVIMI

Leave a Reply

Siamo anche qui, e qui, ecc…

Opinioni recenti

Dalle urne

*teca