Billboards

July 1st, 2009 in Summer gigs by Luca1 Comment

Top of the Pops & Top of Mind. Il teatro dei pupi-classifica per eccellenza, e dunque non-più-così-influente, e tutta la progenie, fino al figlio bastardo, quel Total Request Live trampolino di lancio, più che per le band, per i presentatori tv in vena di scalate nazional-popolari. 

gimme some truth

In America, l’ecumenica Billboard Chart è così mostruosamente omnicomprensiva che è assurdo solo descriverne le categorie. E’ amerika al 100%,  come il suo cast, i cui unici oriundi sono i Beatles, ma non vale, sono quasi tutti relativi al periodo dello Shea Stadium.

Sbirciando, si trovano sotto charts, più dettagliate, come la chiarissima Billboard Hot 100 (i 100 singoli più venduti)  Secondo l’accondiscendente versione italiana dell’articolo su wikipedia

Beatles hanno 20 singoli #1

Mariah Carey ha 18 singoli #1 ed è l’unica artista ad avere ottenuto la prima posizione con i suoi primi singoli

Elvis Presley ha 17 singoli #

Richard Marx: il primo a piazzare i suoi primi sette singoli nella Top

Whitney Houston: sette singoli consecutivamente alla prima posizione

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Classifica dei record assoluti femmina e pop, con la Houston e la Carey. Richard Marx, che è difficile immaginare molto più popolare di Bruce Springsteen, non verrà mai schiodato da lì. Non ce l’hanno fatta gli U2 e Madonna. Ha lo stesso sapore dei Fontaine, dei Muller, dei Puskas, dei Nordhal, tiranni delle classifiche marcatori del calcio, figli di altri modi di giocare, ormai irragiungibili negli olimpi di medie gol pantagrueliche, da fame post-bellica. Richard Marx è stato in classifica dall’87 al 97, circa. La lista di gente che ha gabbato è imbarazzante.

/ la tua band preferita non è in classifica / Fw >>

find yourselves here

Classifiche, sottolineature, catalogazioni linnee-numeriche. Continuiamo a pesare la musica come le mele e le pere al mercato, assaliti da un sospetto fugace. E se fosse davvero così? Ovvero, e se in un arco di tempo ragionevolmente lungo, oltre che ad essere tutti morti, i valori tra bravura pop e mere vendite andassero a coincidere? Richard Marx è lì a ricordarci che non può davvero essere così. I Beatles occhieggiano, mezzi morti (nel senso che il 50% di loro è deceduto), kalos kai agathos, vendutissimi, il gruppo migliore di tutti i tempi, probabilmente anche del futuro. 

Scorrendo i nomi della ancora più inclusiva Billboard 200, nella quale ci sono i 200  gli esseri umani/ensemble di esseri umani in grado di scrivere gli album musicali più venduti, compaiono presenze più familiari, a diverso titolo. L’albero genealogico si riempie di nonni e zii, il pantheon rende giustizia alla memoria di ognuno, dai Rolling Stones a Frank Sinatra, da Jay Z ad Elvis, da Bruce S. a Michael Jackson, ma anche Fletwood Mac e Prince.

Autarchia, unica via, imbarchiamoci su una May Flower che al contrario va e torniamo alle sacre sponde, torniamo ad Albione, dopo tanto smarrimento. Una pulsione infantile, voglia di nomi familiari in cima. Psicoanalisi: bisogno di riconoscimento collettivo. Rumore di fogli sempre meno gialli, in ordine cronologico, scartabellati dagli anni 50 ad oggi. Fiducia, la Uk Single Chart è monitorata dal New Musical Express, il braccio armato del rock&roll britannico.

 

Year   Song  Artist   Number sold
1952 Auf Wiederseh’n Sweetheart Vera Lynn  
1953 I Believe Frankie Laine  
1954 Secret Love Doris Day  
1955 Rose Marie Slim Whitman  
1956 I’ll Be Home Pat Boone  
1957 Diana Paul Anka  
1958 Jailhouse Rock Elvis Presley  
1959 Living Doll Cliff Richard 800,000
1960 It’s Now or Never Elvis Presley  
1961 Are You Lonesome Tonight Elvis Presley 800,000
1962 I Remember You Frank Ifield  
1963 She Loves You The Beatles 1,300,000 [3]
1964 Can’t Buy Me Love The Beatles  
1965 Tears Ken Dodd  
1966 Green Green Grass of Home Tom Jones  
1967 Release Me Engelbert Humperdinck  
1968 Hey Jude The Beatles 850,000
1969 Sugar, Sugar The Archies  
1970 The Wonder of You Elvis Presley 700,000
1971 My Sweet Lord George Harrison 700,000
1972 Amazing Grace The Royal Scots Dragoon Guards Band  
1973 Tie a Yellow Ribbon Round the Ole Oak Tree Tony Orlando and Dawn  
1974 Tiger Feet Mud 730,000
1975 Bohemian Rhapsody Queen  
1976 Save Your Kisses for Me Brotherhood of Man 1,006,000
1977 Mull of Kintyre“/”Girls’ School Wings  
1978 Rivers of Babylon“/”Brown Girl in the Ring Boney M  
1979 Bright Eyes Art Garfunkel 1,155,000
1980 Don’t Stand So Close to Me The Police 808,000
1981 Don’t You Want Me The Human League  
1982 Come on Eileen Dexys Midnight Runners 1,200,000
1983 Karma Chameleon Culture Club 1,390,000
1984* Do They Know it’s Christmas? Band Aid 2,980,000
1985 The Power of Love Jennifer Rush 1,280,000
1986 Don’t Leave Me This Way The Communards 750,000
1987 Never Gonna Give You Up Rick Astley 759,000
1988 Mistletoe and Wine Cliff Richard 750,000
1989 Ride on Time Black Box 960,000
1990 Unchained Melody Righteous Brothers 840,000
1991 (Everything I Do) I Do It for You Bryan Adams 1,520,000
1992 I Will Always Love You Whitney Houston  
1993 I’d Do Anything for Love (but I Won’t Do That) Meat Loaf 760,000
1994 Love Is All Around Wet Wet Wet 1,783,000
1995 Unchained Melody Robson and Jerome 1,840,000
1996 Killing Me Softly The Fugees 1,268,000
1997* Something About the Way You Look Tonight“/
Candle in the Wind 1997
Elton John 4,770,000
1998 Believe Cher 1,519,000
1999 …Baby One More Time Britney Spears 1,445,000
2000 Can We Fix It? Bob the Builder 853,000
2001 It Wasn’t Me Shaggy feat. RikRok 1,151,000
2002 Anything Is Possible“/”Evergreen Will Young 1,783,919
2003 Where Is the Love? Black Eyed Peas 625,198
2004* Do They Know It’s Christmas? Band Aid 20 1,065,000
2005* Is This the Way to Amarillo Tony Christie feat. Peter Kay 1,100,200
2006 Crazy Gnarls Barkley 820,053
2007 Bleeding Love Leona Lewis 788,000
2008 Hallelujah Alexandra Burke

Le sorprese, alcune allucinanti, saltano fuori negli anni chiave, ’65, ’66, ’67, ’94, ’95, ’96. Perfetti sconosciuti si impongono nelle orecchie degli inglesi. E’ una storia della musica parallela, quella che ci siamo immaginati? Esistono stormi di colletti bianchi e casalinghe, che dotati di sconosciuti poteri d’acquisto, spazzano via la cultura giovanile dalle cifre, dagli annali.

Disperatamente, incrocio i dati dei singoli con quegli degli album. Vediamo cosa accade.

 

Rank Year
of
release
As of Thursday, 16 November 2006 Artist
nationality
Title Artist Sales Equivalent
certification[2]
1 1981 Greatest Hits Queen 5,407,587 18× Platinum British
2 1967 Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band The Beatles 4,803,292 16× Platinum
3 1995 (What’s the Story) Morning Glory? Oasis 4,304,504 14× Platinum
4 1985 Brothers In Arms Dire Straits 3,946,931 13× Platinum
5 1992 ABBA Gold: Greatest Hits ABBA 3,932,316 Swedish
6 1973 The Dark Side Of The Moon Pink Floyd 3,759,958 12× Platinum British
7 1991 Greatest Hits II Queen 3,631,321
8 1982 Thriller Michael Jackson 3,570,250 11× Platinum American

 

La prima considerazione è che gli svedesi son fatti così. Se ne stanno da una parte, silenziosamente si impratichiscono con la materia, poi se ne vengono fuori con il botto, vedi la dinamite di Nobel, Nils Liedholm e Zlatan Ibrahimovic, gli Abba. Attenti agli svedesi. La seconda considerazione: le persone che comprano album e singoli potenzialmente si odiano. O comunque non si parlano volentieri.

Perchè questa sarabanda di cifre? Cosa se ne vuole cavare? E’ stata una ricerca disperata, silenziosa, amorevole. Si pensa al rock & roll a come un life style, uno stato dell’animo che sfori il solco musicale e vada a finire in testa a vostra nonna. L’unica nonna che ha ricevuto in testa qualcosa, è stata quella di Pete Townsend? Forse no. 

L’Angolo del Paranoide:

l’establishment, preoccupato del mantenimento dello status quo, ha relegato, attraverso l’industria musicale, la questione del clash, del conflitto, ad una dimensione anagrafica, piuttosto che di classe. Dalla classe difficilmente si esce, i motivi di tensione rimangono quelli per anni, le pretese, le battaglie. Se il clash è generazionale, il potere dorme sonni tranquilli. Prima o poi tutti smettono di avere vent’anni e si integrano. Dunque, se il paramentro qui brutalmente riassunto con l’espressione “si capisce quanto mi importi di una cosa da quanti soldi ci spendo“, appare drammaticamente evidente come il cambiamento difficilmente può passare dal cosidetto rock&roll, che rimane affaire squisitamente di nicchia, familiare per milioni di persone.

 

Luca

 

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Author: Luca

Luca è nato nel 1982 a giugno, mese che continua, imperterrito, a citare. Lo fa, si direbbe, attratto dall'inebriante fascino del grano nella provincia italiana. Esperto di pezzi di molte cose, si specializza in guerra fredda e cappelli. Riuscendo nell'impresa di fondere le due cose con controverso talento. Spera che "The Walwian" possa, un giorno, essere stampato con torchio e caratteri mobili. SCRIVIMI

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[...] crema, la crème, Billboard. Perché ci piace ripeterci e in vetta fa più freddo, si è più soli e c’è meno ossigeno. Mi [...]

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