Billboards
Top of the Pops & Top of Mind. Il teatro dei pupi-classifica per eccellenza, e dunque non-più-così-influente, e tutta la progenie, fino al figlio bastardo, quel Total Request Live trampolino di lancio, più che per le band, per i presentatori tv in vena di scalate nazional-popolari.

In America, l’ecumenica Billboard Chart è così mostruosamente omnicomprensiva che è assurdo solo descriverne le categorie. E’ amerika al 100%, come il suo cast, i cui unici oriundi sono i Beatles, ma non vale, sono quasi tutti relativi al periodo dello Shea Stadium.
Sbirciando, si trovano sotto charts, più dettagliate, come la chiarissima Billboard Hot 100 (i 100 singoli più venduti) Secondo l’accondiscendente versione italiana dell’articolo su wikipedia
I Beatles hanno 20 singoli #1
Mariah Carey ha 18 singoli #1 ed è l’unica artista ad avere ottenuto la prima posizione con i suoi primi singoli
Elvis Presley ha 17 singoli #
Richard Marx: il primo a piazzare i suoi primi sette singoli nella Top
Whitney Houston: sette singoli consecutivamente alla prima posizione
Classifica dei record assoluti femmina e pop, con la Houston e la Carey. Richard Marx, che è difficile immaginare molto più popolare di Bruce Springsteen, non verrà mai schiodato da lì. Non ce l’hanno fatta gli U2 e Madonna. Ha lo stesso sapore dei Fontaine, dei Muller, dei Puskas, dei Nordhal, tiranni delle classifiche marcatori del calcio, figli di altri modi di giocare, ormai irragiungibili negli olimpi di medie gol pantagrueliche, da fame post-bellica. Richard Marx è stato in classifica dall’87 al 97, circa. La lista di gente che ha gabbato è imbarazzante.
/ la tua band preferita non è in classifica / Fw >>

Classifiche, sottolineature, catalogazioni linnee-numeriche. Continuiamo a pesare la musica come le mele e le pere al mercato, assaliti da un sospetto fugace. E se fosse davvero così? Ovvero, e se in un arco di tempo ragionevolmente lungo, oltre che ad essere tutti morti, i valori tra bravura pop e mere vendite andassero a coincidere? Richard Marx è lì a ricordarci che non può davvero essere così. I Beatles occhieggiano, mezzi morti (nel senso che il 50% di loro è deceduto), kalos kai agathos, vendutissimi, il gruppo migliore di tutti i tempi, probabilmente anche del futuro.
Scorrendo i nomi della ancora più inclusiva Billboard 200, nella quale ci sono i 200 gli esseri umani/ensemble di esseri umani in grado di scrivere gli album musicali più venduti, compaiono presenze più familiari, a diverso titolo. L’albero genealogico si riempie di nonni e zii, il pantheon rende giustizia alla memoria di ognuno, dai Rolling Stones a Frank Sinatra, da Jay Z ad Elvis, da Bruce S. a Michael Jackson, ma anche Fletwood Mac e Prince.
Autarchia, unica via, imbarchiamoci su una May Flower che al contrario va e torniamo alle sacre sponde, torniamo ad Albione, dopo tanto smarrimento. Una pulsione infantile, voglia di nomi familiari in cima. Psicoanalisi: bisogno di riconoscimento collettivo. Rumore di fogli sempre meno gialli, in ordine cronologico, scartabellati dagli anni 50 ad oggi. Fiducia, la Uk Single Chart è monitorata dal New Musical Express, il braccio armato del rock&roll britannico.
Le sorprese, alcune allucinanti, saltano fuori negli anni chiave, ’65, ’66, ’67, ’94, ’95, ’96. Perfetti sconosciuti si impongono nelle orecchie degli inglesi. E’ una storia della musica parallela, quella che ci siamo immaginati? Esistono stormi di colletti bianchi e casalinghe, che dotati di sconosciuti poteri d’acquisto, spazzano via la cultura giovanile dalle cifre, dagli annali.
Disperatamente, incrocio i dati dei singoli con quegli degli album. Vediamo cosa accade.
| Rank | Year of release |
As of Thursday, 16 November 2006 | Artist nationality |
|||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Title | Artist | Sales | Equivalent certification[2] |
|||
| 1 | 1981 | Greatest Hits | Queen | 5,407,587 | 18× Platinum | British |
| 2 | 1967 | Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band | The Beatles | 4,803,292 | 16× Platinum | |
| 3 | 1995 | (What’s the Story) Morning Glory? | Oasis | 4,304,504 | 14× Platinum | |
| 4 | 1985 | Brothers In Arms | Dire Straits | 3,946,931 | 13× Platinum | |
| 5 | 1992 | ABBA Gold: Greatest Hits | ABBA | 3,932,316 | Swedish | |
| 6 | 1973 | The Dark Side Of The Moon | Pink Floyd | 3,759,958 | 12× Platinum | British |
| 7 | 1991 | Greatest Hits II | Queen | 3,631,321 | ||
| 8 | 1982 | Thriller | Michael Jackson | 3,570,250 | 11× Platinum | American |
La prima considerazione è che gli svedesi son fatti così. Se ne stanno da una parte, silenziosamente si impratichiscono con la materia, poi se ne vengono fuori con il botto, vedi la dinamite di Nobel, Nils Liedholm e Zlatan Ibrahimovic, gli Abba. Attenti agli svedesi. La seconda considerazione: le persone che comprano album e singoli potenzialmente si odiano. O comunque non si parlano volentieri.
Perchè questa sarabanda di cifre? Cosa se ne vuole cavare? E’ stata una ricerca disperata, silenziosa, amorevole. Si pensa al rock & roll a come un life style, uno stato dell’animo che sfori il solco musicale e vada a finire in testa a vostra nonna. L’unica nonna che ha ricevuto in testa qualcosa, è stata quella di Pete Townsend? Forse no.
L’Angolo del Paranoide:
l’establishment, preoccupato del mantenimento dello status quo, ha relegato, attraverso l’industria musicale, la questione del clash, del conflitto, ad una dimensione anagrafica, piuttosto che di classe. Dalla classe difficilmente si esce, i motivi di tensione rimangono quelli per anni, le pretese, le battaglie. Se il clash è generazionale, il potere dorme sonni tranquilli. Prima o poi tutti smettono di avere vent’anni e si integrano. Dunque, se il paramentro qui brutalmente riassunto con l’espressione “si capisce quanto mi importi di una cosa da quanti soldi ci spendo“, appare drammaticamente evidente come il cambiamento difficilmente può passare dal cosidetto rock&roll, che rimane affaire squisitamente di nicchia, familiare per milioni di persone.
Luca


One Comment
[...] crema, la crème, Billboard. Perché ci piace ripeterci e in vetta fa più freddo, si è più soli e c’è meno ossigeno. Mi [...]
Post | Categorie « The Walwian
7/1/2009
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