Uomo Bianco! Beastie! Boys!

June 24th, 2009 in Summer gigs by Luca2 Comments

“Tamburi di guerra. Grandi rimbombi di lance sull’asfalto. Guarda la tribù nera, portano grandi “X” bianche sugli scudi. Il loro capo è morto ammazzato. Sono incattiviti. Guarda la tribù bianca. Svastiche deformate in stelle da sceriffo e cheesburger all’odio nello stomaco. Loro ammazzano i loro capi, ogni tanto. I bianchi sono cattivi. L’Omaha Race Riot è un episodio della più grande guerra tribale mai combattuta. La mamma di Marlon Brando sta in veranda, scopa Henry Fonda su una sedia a dondolo. Il fucile a pompa è lì che aspetta. Tamburi di guerra. Sullo sfondo Fred Astaire improvvisa dei passi di danza e canticchia: “vi abbiamo rubato ogni singola cosa che avevate, negri”. Rimbombi di guerra. Rimbombi riottosi. E’ uno scontro etnico. E’ l’apocalisse. E’ l’armageddon. E noi ci siamo capitati in mezzo. Sbircio dalla finestra del camera. Scosto le tendine. Occhio di lince. La strada è vuota. E’ un inganno. E’ una tattica di guerriglia. La strada è piena. Tribù guerriere. Da che parte stai?”

The White Novel, Luca

Chuck Berry lo sapeva. Chuck Berry era rock & roll allo stadio uno. Chuck Berry ha inventato quello che Elvis ha rubato. L’ultimo grande nero del rock & roll, Jimi Hendrix, è morto praticamente all’unisono con Bob Kennedy, probabilmente l’unico bianco cattolico americano fan del wellfare.

Anni dopo i Beastie Boys, rappano senza il minimo riguardo per le loro origini yiddish. I Beastie Boys sono bianchi. Sono ebrei. Secondo le più retrive teorie reazionarie, i neri sono il muscolo che mette in pratica i viscidi piani delle élites giudee. Per far chiarezza, dichiaro subito che io mi auguro con tutto il cuore che sia così, ma purtroppo non credo.

 

bianchi in posa con nero perplesso

 

I Beastie Boys hanno fatto il contrario. Hanno imparato l’arte misconosciuta del rap e l’hanno fatta attecchire sul loro punk seminale. Hanno creato un suono che sa di immondizia e quartieri sporchi come città africane. Manila, Newark. E’ stato un meltin pot sbocciato e a tasso culturale zero. Le rime, quelle sono ad alzo zero.

I neri sono grossi. Pesano centinaia di chili e le maglie del football li contengono solo se sono tripla XL. I Beasties sono così piccoli e gracili da essere mangiati senza sforzo a colazione, tra un sorso di Kool Aid e un tiro di bong. I Beasties sono scemi e cattivi, intelligenti e sarcastici. Si fregano strumenti che la gente normalmente classifica come immondizia. Rubano anche parecchi suoni. Hanno l’aria di gente ossuta, che deve avere dei gomiti appuntiti. E devono avere sgomitato come fantini strafatti di crack per farsi largo tra i rapper colored.

/  No Sleep ‘Till The Next Page / Fw >>

I Beasties hanno voci fastidiose e insinuano un sacco di cose. E’ probabile che tutt’ora siano dei sopportati, nella comunità dei rapper neri. E’ facile confonderli con newyorkesi, invece vengono da Los Angeles / un posto con più auto che uomini, più set cinematrofici che tinelli, c’è più pornografia che a Bollywood, finchè dura / San Francisco / in cui riposano le ceneri di quella che fu la beat generation, ma se sei gay forse ottieni uno sconto sul mutuo / Detroit / dove hanno basato tutto sull’industria dell’auto. Non credo sia il caso di aggiungere altro /

E’ il caso di ascoltare un album che si chiama Paul’s Boutique ed è facilmente accostabile a qualcosa di barocco, se è vero che nel barocco la superficie del primo piano si confonde con quella in secondo piano, con la crisi che tira? Body Movin’ è un cesso di canzone, perchè nessuno sa da che parte va parare, nè da dove viene. Probabilmente dipende dal questo peculiare mix: ebrei / rap / sinth / sound system / cori / punk hardcore / scretch / taxi gialli / cartacce / una copia del U.S.A. Today / i barattoli della zuppa Campbell / Larry Bird / le lavanderie a gettone / fender jazzmaster / Ronald Raegan e lo Shea Stadium visto da fuori.

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I gracili uomini bianchi attaccano Sabotage con un urlo beluino. Si dipingono i volti con i colori presi in prestito dalle tribù urbane più incandescenti. Calor bianco appunto. Percuotono le rotaie, indossano occhiali da nerd e berretti da b-boy. E’ tutto molto divertente e spigoloso e, finalmente è possibile usare il termine senza pietà, OLTRAGGIOSO.

L’insulto preventivo a Bush rimane un grido isolato nell’America delle strategy exit fallimentari, dei non impeachment, della segregazione 2.0, di Dick Cheney il buono e Rumshfield l’oscuro, dei Michael Moore che più manifestano meno voti prendono i democrats, e altri, magnifici, deplorevoli scempi. 

Questo articolo è dedicato alle schede mal conteggiate in Florida, anni fa.

 

Luca

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Author: Luca

Luca è nato nel 1982 a giugno, mese che continua, imperterrito, a citare. Lo fa, si direbbe, attratto dall'inebriante fascino del grano nella provincia italiana. Esperto di pezzi di molte cose, si specializza in guerra fredda e cappelli. Riuscendo nell'impresa di fondere le due cose con controverso talento. Spera che "The Walwian" possa, un giorno, essere stampato con torchio e caratteri mobili. SCRIVIMI

2 Comments

se ho tempo scrivo qualche cosa anche io a tal riguardo

JDF

6/25/2009

Articolo straordinariamente underground (si possono gustare le tags e i graffiti metropolitani), come l’atmosfera che si respira negli album delle Bestie, uno dei gruppi più influenti non solo del rap ma della musica in generale.

Perru

10/21/2009

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