The Walwian Media Journal
  • Home
  • walwian.com
  • Scrivici
  • Who's Who
  • Prologo

Chi lo ascolta? Qualcuno che non ha mai visto un campo rom, ma preventivamente, odia gli zingari, o uno che ci vive, e mondo e consorzio umano non gli hanno concesso gli strumenti per non odiare verso il basso. Si odia, con intelligenza, su scala ascendente. Mai verso il basso. Scorie, vaghe di odio del povero verso il più povero, e niente più.

/ gira pagina, c’è la soluzione, forse / Fw >>

(more…)

">

Marlene inventa un talkin blues mittel europeo, franco-tedesco. Elenca beni di struggente inutilità. Orologi a cucù e tesori non meglio specificati. L’elegante gerarca nazista tiene chiusi in cassaforte due antichi fiamminghi. I talebani studiano a memoria il corano, i kalashnikov sono feticci. Pezzi di storie, ora impolverate, ora fluorescenti di notte.

Flash. La Dietrich elenca a watch, a submarine, a Rembrandt, salami, black lingerie from Wien, è la vecchia Europa appena uscita dalle fiamme, è la working class tra le macerie. I brooker con le scatole di cartone in mano lasciano la sede della Lehman Brothers, i cui vertici probabilmente preferirebbero un attacco terroristico al Lehman Brothers Holdings Inc. has filed for bankruptcy protection in the U.S. che campeggia su Lehman.com. Non riesci a capire che è una guerra, perchè non vedi le palme. Il deserto è asettico. Hai bisogno di vedere la giungla per capire quanto si siamo messe male le cose. Il deserto sembra semplice. I pozzi in fiamme.

/ the coocoo goes à rebours / Fw >>

(more…)

">

Krapp@walwian.com

">
She Said, She Said

girls at war

Luca

"> Fw >> (more…)

"> Fw >>

(more…)

">

Krapp@walwian.com

">
Hunter S. Thompson, Fear & Loathing in Las Vegas

Hunter S. Thompson si è tragicamente auto-ammazzato qualche hanno fa, non senza aver messo in giro una voce, secondo cui egli fosse in possesso delle prove del coinvolgimento del governo americano negli attentati del 9/11. Tra tutte le cose che Hunter ci ha lasciato, forse la più preziosa sono quelle righe citate sopra. Alcuni rimangono dell’opinione che invece il suo contributo fondamentale sia l’apertura di prospettive inesplorate. Come sparare con armi da fuoco di notte, nel deserto, a nulla. Per via della fiammata che esce dalla canna.

 

fast forward thinking man

 

Il senso delle sue righe, circa quarantanni dopo la loro stampa, appare inequivocabilmente tragico. In esse c’è il senso di smarrimento degli attori di quella controcultura che è sembrava in grado di incendiare lo status quo, e che invece pare aver partorito il classico topolino.

Fino a qualche tempo fa era assai lecito pensare che della cultura giovanile, rivoluzionaria, e contro degli anni 60 non sia rimasto un bel niente, se non a livello, appunto meramente culturale. Nella politica, nell’industria, nell’economia, nel calcio, cosa è rimasto di quella weltanschauung. Critici o nostalgici, la risposta era tendenzialmente nulla.

Poi l’ultima generazione di talenti del pallone si è fregiata della presenza di Rafael Van der Vaart, avanti forgiatosi nelle giovanili dell’Ajax e nella comune in cui viveva la sua freakkettonissima mamma. Un pò pochino.

 

/ make the turn, not war / Fw >>

(more…)

">

 

Chi è morto? Michael Jackson. E chi era Michael Jackson? Fondamentalmente un talentuoso, sfortunato genietto pop. Non sono righe tenere. E’ una brutta storia. E’ una grossa brutta storia. Quando è venuto fuori Michael Jackson, negli Stati Uniti le cose giravano molto male. Il liberismo garrulo e feroce di Ronald Reagan stava affossando ciò che rimaneva del sogno americano. La Guerra in Vietnam era conclusa, e la sua fine non segnò la salvezza di nessuno, se non un processo di rimozione collettiva dei temi dell’impegno politico e della consapevolezza civile. L’assassinio di John Lennon fece quello che non poterono fare gli omicidi dei Kennedy, di King o di Guevara. La gente disse:”The Dream is Over“. Cominciò a piovere merda. La novità fu che nessuno aveva più la forza di aprire l’ombrello.

Molto probabilmente la biografia di Michael Jackson trova un punto di rottura nelle squallide storie d’una iniziazione sessuale forzata dalla mano paterna. Si mormora che abbia ereditato da Howard Hughes il terrore per i batteri e l’ossessione per Las Vegas o gli Emirati Arabi, luoghi con l’aria del deserto, secca ed asciutta, dunque, massimamente asettica. Hughes, il genio dell’aeronautica, miliardario, si usa ricordarlo così, malato di mente, sviluppò negli anni numerose fobie, tra cui quella per il contatto fisico con gli altri esseri umani, percepiti come luridi portatori di malattie. Di Hughes si diceva che vivesse recluso in una suite di Las Vegas, mangiando solo snack e gelati preconfezionati, che si sottoponesse a continue trasfusioni di sangue mormone, ritenuto privo di germi. Sono tecnomiti, leggende, immondizia. Nulla di più facile che sia tutto vero.

Quel che è sotto gli occhi di tutti, è che MJ (le lettere fatate degli anni 80, Michael Jordan, Magic Johnson) sbiancò il proprio colorito nel disperato tentativo di diventare altro. E’ impossibile sondare, credo, i motivi psicanalitici di un gesto così radicale, ma è sempre abbastanza ripugnante cancellare le proprie origini in modo così tecnocratico, per scopi di certo alquanto confusi.

/ WE ARE THE WOR(L)D / Fw >> 

 

(more…)

">

 

I Beastie Boys hanno fatto il contrario. Hanno imparato l’arte misconosciuta del rap e l’hanno fatta attecchire sul loro punk seminale. Hanno creato un suono che sa di immondizia e quartieri sporchi come città africane. Manila, Newark. E’ stato un meltin pot sbocciato e a tasso culturale zero. Le rime, quelle sono ad alzo zero.

I neri sono grossi. Pesano centinaia di chili e le maglie del football li contengono solo se sono tripla XL. I Beasties sono così piccoli e gracili da essere mangiati senza sforzo a colazione, tra un sorso di Kool Aid e un tiro di bong. I Beasties sono scemi e cattivi, intelligenti e sarcastici. Si fregano strumenti che la gente normalmente classifica come immondizia. Rubano anche parecchi suoni. Hanno l’aria di gente ossuta, che deve avere dei gomiti appuntiti. E devono avere sgomitato come fantini strafatti di crack per farsi largo tra i rapper colored.

/  No Sleep ‘Till The Next Page / Fw >>

(more…)

">
Next

Siamo anche qui, e qui, ecc…

Archives

  • March 2010
  • February 2010
  • January 2010
  • December 2009
  • November 2009
  • October 2009
  • September 2009
  • August 2009
  • July 2009
  • June 2009

Recent Comments

  • Dott.ssa Peola Borghese on Ecco come ci si innamora di John Cusack/Lloyd Dobler
  • mary on Ecco come ci si innamora di John Cusack/Lloyd Dobler
  • valentina on Ecco come ci si innamora di John Cusack/Lloyd Dobler
  • Peola Borghese on Ecco come ci si innamora di John Cusack/Lloyd Dobler
  • Daria on Coffee, Cigarettes & iPad

Tags

"yes" 8½ 9/11 10 11 12 13 14 14 juillet 1789 15 16 60's 65daysofstatic AAA about a boy acqua di colonia(lismo) addii aftershow parties a lad insane alexander kapranos alienazione alpha alì amici miei a new decade apple a qualcuno piace freddo a spasso con walwian berlin Black bugie cash daisy dylan giovani adulti heron kalamazoo live @ leo galleries moon oslo salutorget Steve jobs valentina parasecolo walwian ▋

© 2010 The Walwian Media Journal, All Rights Reserved.